Categorie

Elenco articoli con tag:

spionaggio

(5 risultati)

I segreti del mondo globale / Lo spionaggio e la rete

A completamento di quanto illustrato da Joy Marino e Paolo Giaccaria circa l’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra vita, in questo contributo ci occuperemo della rete, in particolare del suo lato occulto. La diffusione di Internet e la digitalizzazione di molte attività che regolano distribuzione e fornitura di informazioni, beni e servizi è una caratteristica peculiare delle società contemporanee (Kshetri 2010). La progressiva informatizzazione da un lato è uno strumento che agevola la nostra quotidianità, dall’altro comporta il problema della gestione delle reti e della custodia delle banche dati. Data la crescente rilevanza di queste tecnologie, la questione della sicurezza dell’intero complesso costituisce un problema specifico. Essa riguarda infatti una materia assai delicata come i dati personali, anche sensibili, della popolazione; c’è quindi il rischio che quei dati possano essere utilizzati in maniera impropria (Rodotà 2014). La tutela della sfera privata che noi oggi chiamiamo privacy era già ben chiara a Georg Simmel come problema legato alla modalità e alla qualità delle relazioni sociali di un soggetto. Nel suo saggio su Il Segreto e la società segreta,...

La spia nel corpo di qualcun altro

Lo stile di spionaggio della CIA è ormai un’attività umana totalizzante. Comunque vogliate chiamarla – misurazione dell’audience, indagini di mercato e così via – tutti gli uomini sono arruolati come cacciatori in questa forma di spionaggio. (MARSHALL MCLUHAN, 1971)   Con l’uscita del primo romanzo di Fleming, Casino Royale (1953), seguito a distanza di qualche anno anche dalla sua prima riduzione cinematografica, la nuova immagine della spia è molto più definita, riconoscibile e dispone di una forte identità visiva rispetto al passato. È altamente connotata socialmente e culturalmente: incarna infatti la quintessenza dell’astuzia, del talento e dello stile britannico, esibito da un supereroe di origine scozzese, ma che ha sposato in pieno l’allora nascente modernità londinese. In tal senso Bond è quasi un’icona confezionata ad hoc per promuovere un certo tratto culturale a livello internazionale. Egli è l’esaltazione dell’eroe borghese che difende l’Occidente dai suoi nemici, è paladino delle virtù liberali nonché di uno stile di vita mondano e godereccio. La capacità disvelante di ciò che è nascosto, remoto, occultato, non riguarda soltanto la cospirazione globale di...

Il ponte delle spie di Steven Spielberg

Gilles Deleuze diceva che il cinema moderno è stato in grado di farci credere ancora una volta in questo mondo. Credere “all’amore o alla vita, credervi come all’impossibile, all’impensabile”. Quando il legame tra l’uomo e il mondo sembrava essersi rotto, il cinema è stato invece capace di farci vedere come “l’uomo stesso non [sia] un mondo diverso da quello in cui sente l’intollerabile e si sente incastrato”: riconoscere di farne parte è allora una condizione necessaria per ogni possibile trasformazione di sé e di ciò che ci sta attorno.   È evidente come questa sensibilità cozzi con il cinismo corrente, che invece sembra incapace di uscire da quell’eterno scarto parodico, ironico, auto-distanziante nel quale pare che siamo tutti intrappolati. Quello che non ha fatto il post-moderno l’hanno fatto i social network, che hanno definitivamente azzerato la distanza tra l’oggetto e la propria narrazione, tra l’evento e la sua parodia, tra la realtà e la sua rappresentazione. Un regista intelligente come Noah Baumbach è da anni che...

La talpa

Il principe delle spie   Mi ero perso sulla strada verso casa di un amico così chiesi ai passanti e mi dissero: gira a sinistra vedrai delle spie alle tue spalle svolta alla prima spia e un’altra ne troverai che prepara un’imboscata vai dritto alla spia che sta di fronte alla spia che tende l’agguato conta fino a sette poi fermati troverai la casa dietro l’ottava spia partendo da destra. Sia benedetto da Dio il principe delle spie perché ha reso più sicura la terra dei Musulmani.   Gente dormite tranquilli le vostre porte sono controllate in ogni momento quindi entrate in pace e sicurezza.   (Ahmed Matar; traduzione e adattamento dall’inglese di Paolo Massari. Titolo originale: أمير المخبرين)     “Quell’uomo pensa che io sia una spia!” “Ma chi?!” “Quello che ha il piccolo negozio di alimentari di fronte alla casa di Hisham…” “Ah, quello! Ma è lui che è una spia!!!” Così mi rassicurava Abdallah, e così è la vita in un campo di rifugiati palestinesi in Giordania: spie che si nascondono...

La fine del comunismo

In questi giorni la Polonia inizia il suo semestre di dirigenza dell’Unione Europea. Il suo programma è molto ambizioso e riflette le aspettative di un paese che, in ventidue anni, ha bruciato le tappe ed è oggi uno dei più solidi e convinti paesi d’Europa. Fa un certo effetto andare indietro con la memoria al 1989 quando, con la cosiddetta Tavola Rotonda, si avviò un processo di radicale cambiamento che, dalla Polonia, si estese a tutti i paesi dell’Est europeo, Russia compresa. Di quei mesi ormai si sa molto: sono stati scritti svariati libri e resi pubblici importanti documenti. Ma per ricostruire quell’atmosfera, come spesso accade, è più utile servirsi di un libro di fiction che, pubblicato nel 1992, mantiene ancora intatta la forza narrativa oltre a stupire per la massa di informazioni, esatte, che contiene, soprattutto sul mondo dei servizi segreti che, anche in quell’occasione, giocarono un ruolo estremamente importante. L’autore allora faceva il giornalista e collaborava ai settimanali “Panorama” ed “Espresso” con inchieste sul terrorismo, la finanza e il Vaticano...