Categorie

Elenco articoli con tag:

stereotipo

(3 risultati)

Napoli a piena voce

“Napoli vuol farti sapere che sei uno dei suoi figli migliori”: difficile non commuoversi ogni volta che si riascolta il discorso funebre che Nino Taranto pronunciò in occasione dei funerali di Totò. Napoli è infatti una città madre e questo è soltanto uno dei molti archetipi che concorrono a fissarne l’identità. Da La Capria in giù esiste un fiorente e dannoso filone editoriale che conferma gli stereotipi napoletani su una città sulla quale ognuno sembra avere un’opinione, una ricetta salvifica o, semplicemente, vuole trovare la conferma dei propri pregiudizi.   Per questo è particolarmente benvenuto Napoli a piena voce. Autoritratti metropolitani (Bruno Mondadori), opera collettiva a cura di Luca Rossomando, un libro che prosegue il lavoro del mensile “Napoli Monitor” che da oltre mezzo lustro offre un’informazione critica su quello che avviene in città e nel suo territorio metropolitano. Marco Borrone, Andrea Bottalico, Alessandra Cutolo, Salvatore De Rosa, Carola Pagani, Salvatore Porcaro, lo stesso Rossomando, Riccardo Rosa, Viola Sarnelli e Davide...

È l'Europa che lo vuole

Si faceva cenno, nello scorso post, al precedente Governo. Ma ora alla Presidenza del Consiglio c’è Mario Monti, a capo di un “governo tecnico”. Si palesa così la deposizione delle armi dialettiche da parte della politica, in favore di un deus ex machina incarnato - anzi no, perché è dis-umano -, interpretato da una maschera criptica della tecnologia.   C’è stato un tempo in cui la politica ragionava, si fa per dire, per stereotipi paternalistico-feudali. C’è un tempo, quello odierno, in cui le ragioni della politica, o meglio di chi governa, sono altrettanto oscure, oscurate. Il basso continuo è quello del comando: ora è l’“Europa” che lo “vuole” e, se non fosse drammatica la situazione in cui versa la democrazia occidentale, ci sarebbe da ridere, pensando al ciclotimico Zenone (Enrico Maria Salerno) che schiamazza “Deus vult” ne L’armata Brancaleone (Mario Monicelli, 1966). E così, a me Mario Monti sembra tanto diverso quanto omologo del dottor Max, l’isterico padrone dell’omonimo libro di Goffredo Parise, pubblicato...

Arno Schmidt. Paesaggio lacustre con Pocahontas

In rete si può leggere: “Diventa fan di Arno Schmidt su Facebook”. Di Arno Schmidt (1914-1979)? Autore ipersperimentale, legato a una stagione critica ormai lontana anni luce dalle rassicuranti prove scolastiche della narrativa contemporanea. Domanda: potenza onnivora del social network o mito letterario che si rinnova ad ogni stagione mantenendo intatta la seduzione che emana dalla sua perenne marginalità? In realtà in Italia pochi, pochissimi lo conoscono: scarse le traduzioni, minima la ricezione critica fino ad anni recenti, oggi lo ricorda una sparuta minoranza di germanisti. Nessuno dei grandi editori se l’è sentita di avviare un confronto vero con un autore considerato troppo eccentrico e difficile.   È ammirevole quindi l’iniziativa dell’editore Zandonai (che segue di poco la non meno meritoria intrapresa dell’editore Lavieri, che ha pubblicato la trilogia Nobodaddy’s Kinder)di presentare al pubblico italiano un’opera controversa come Paesaggio lacustre con Pocahontas (Rovereto, Zandonai, 2011, 84 p.,13€, a cura di Dario Borso), pubblicata nel 1953 e accusata, all’...