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Sulla violenza contro le donne. Meglio dubitare

Nel corso della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne (25 novembre, per chi l’avesse dimenticato) in tante e tanti si esprimeranno. Da quando anche in Italia si è “scoperta” l’esistenza della Giornata e notevoli casi di violenza sulle donne sono venuti alla luce (non tutti, anzi!), abbiamo purtroppo assistito a un’escalation d’interesse per il fenomeno. (Pasolini ne avrebbe scritto a meraviglia. Non in quanto gay. Era e rimane un acuto interprete di alcune ipocrisie e paternalismi.) Dico “purtroppo” in quanto diverse manifestazioni di solidarietà, o altro, non sono giunte da persone competenti di emotività e sessualità, bensì sono giunte per cavalcare avvenimenti ormai “modaioli”, che occorre appunto cavalcare, per non rimanere fuori dal giro. Per quanto creda che parecchi uomini e parecchie donne (nessuna generalizzazione) dovrebbero guardarsi con sincerità alla specchio ogni mattina, riflettendo sulla propria consapevolezza e, di conseguenza, sulla possibile necessità di esaminare la propria esistenza con qualche buon specialista delle varie branche della...

Questioni di Gender

Se immetti su un motore di ricerca il termine “ideologia”, oggi come oggi, i tanti suggerimenti che trovi non si rivolgono alle ideologie di un tempo, mirate a indottrinarti per non farti pensare, bensì al gender, e a questa ideologia del gender viene attribuita ogni sorta di “nefandezza”: corrompe i giovani, distrugge le famiglie, favorisce gli omosessuali, mina la moralità, e via dicendo. Conclusione affrettata: a tale ideologia occorre senz’altro opporsi. A contare sarebbero solo i due sessi (maschio e femmina) che, copulando, si amano e generano in modo del tutto naturale figli sani, felici, eterosessuali. Un bel determinismo biologico!   Torniamo però coi piedi per terra. Perché non ci sono solo due sessi (lo attestano biologia, psicologia, filosofia), perché le relazioni sessuali non presuppongono di necessità amore, perché l’amore rimane un complesso di emozioni, razionalità, scelte, maturità, che non può, né deve essere esclusiva delle coppie eterosessuali, coppie, tra l’altro, non sempre rispettose della moralità, non sempre in grado di...

Il cane ci precede

Il cane ci precede. Prima lui e poi noi sapiens. Il cane ci ha fatto uomini, ci ha aiutato a diventare la specie dominante (ma ha un senso questa parola?), ci ha fornito l'esempio di stili di vita fondati sulla fedeltà, ci ha sostenuto e ci sosterrà sempre nei momenti difficili, nelle zone di passaggio, nelle penombre dell'esistere. L'idea, semplice ma sconvolgente, è alla base del libro di Gian Piero Quaglino Meglio un cane (Raffaello Cortina Editore 2015), che si pone come un punto d'arrivo nella abbondante (e in gran parte stucchevole) letteratura "canina" degli ultimi anni. Perché quanto fa Quaglino è mettere da parte le "certezze" della scienza e, mandando gambe all'aria le gerarchie, rifarsi al mito, alla leggenda e alla fiaba (a largo raggio, dalle civiltà indiane del Nord America a quelle delle Hawai e della Nuova Guinea) o alle opere letterarie come il Tristan di Tommaso d'Inghilterra per trovare risposte a quello che comunemente "sente" chi trascorre la vita con i cani.    Le conclusioni, o meglio le aperture, sono sorprendenti. Non siamo stati noi a catturare lui...

Il viaggio di Virgilio Sabel

Il fervore di un’intera nazione in una sola immagine, ed è questa: Molti sogni per le strade. È il titolo di un film del 1947. Mario Camerini il regista; attori principali due stelle dell’epoca: Massimo Serato e Anna Magnani. Uno scrigno di sogni il volto antico di Anna Magnani, capace di portare alla luce, in un rapido passaggio, desideri in movimento, strati sotterranei di speranze, illusioni e chimere a lungo trattenute. Ricordo le parole che si scambiano Pina (Anna Magnani) e Francesco, i due protagonisti di Roma, città aperta: “Forse la strada sarà lunga e difficile… Ma arriveremo e lo vedremo un mondo migliore! E soprattutto lo vedranno i nostri figli”.   A partire dall’ultimo terribile anno di guerra, il sogno di una pacifica e libera convivenza non è soltanto la vaporosa proiezione di pochi, ma s’insinua fra le rovine e comincia a correre per le strade del paese ancora dissestate. Per almeno un decennio si mescolerà a una miriade composita di altri sogni. Gli italiani cavalcano manici di scopa, come nell’ultima scena di Miracolo a Milano. Anni dopo, sul limitare di una nuova...

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