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Bocconi

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Alessandro D'Alatri, “The startup” / Meritocrazia come eugenetica

Nel film di David Fincher The Social Network (2010), Zuckerberg viene raffigurato nel finale come un uomo solo in cima a un lussuoso cumulo di rovine affettive, come il protagonista di Quarto potere (Orson Welles, 1941) intento a rimpiangere, in punto di morte, la sua “Rosabella”. In The Startup di Alessandro D’Alatri, che racconta la storia (vera) dello “Zuckerberg italiano” Matteo Achilli, il finale è invece riconciliatorio, secondo il canone nazionale. Achilli (interpretato nel film da Andrea Arcangeli), romano del Corviale e maturando al liceo scientifico, aspira a vincere i campionati italiani di nuoto, ma al suo posto viene selezionato il figlio dello sponsor della squadra, proprio nei giorni in cui il padre cinquantenne viene licenziato per una ristrutturazione del personale.   Il “vero” Matteo Achilli (a sinistra) con l'attore Andrea Arcangeli.   Sembrano gli ingredienti per una presa di coscienza dei meccanismi sociali ed economici di produzione della disuguaglianza. Invece per Matteo è l’occasione per maturare un aspro ressentiment individualistico: asseconda i genitori sulla scelta della Bocconi e congegna un rivoluzionario social network come antidoto...

Il caso Expo

Per capire la costellazione di Expo 2015 non c’è nulla di meglio che cominciare dal Padiglione Expo alla Biennale di Architettura di Venezia. Qui, nel trionfo delle promesse, tra foto immense dei nuovi grattacieli, lo skyline di nuovi paesaggi urbani veri o presunti campeggiano cinque tavole richieste a cinque nuovi prestigiosi studi di architettura. E’ stato chiesto loro di disegnare cosa sarà o potrebbe essere il luogo dell’Expo tra 15 anni.   Diciamo che si tratta di una forma di utopia 2.0. Ricorda altre prospezioni in avanti tipiche dell’architettese: come quelle maquettes che Alber Speer costruiva per il suo capo Adolf delle ‘rovine tra mille anni’ degli edifici ancora da costruire del terzo Reich. Sembra che la retorica delle esposizioni universali ami saziarsi di rovine al futuro.   Nel caso dell’Expo milanese la cosa è ancor più paradossale, essendo lo stato attuale dell’impresa già molto franante, fatto ormai palese agli occhi dei più, specialmente dopo gli arresti di maggio. Ma procediamo con calma e senza pregiudizi. Le esposizioni nazionali, le olimpiadi, i grandi...