Categorie

Elenco articoli con tag:

Economist

(2 risultati)

Bridging

Planet of the Phones, proclama (marzo 2015) l’ Economist: un miliardo di telefonini è stato venduto nel 2014 e nel 2020 l’80% degli adulti nel mondo avrà in tasca un supercomputer nella forma di smartphone. Tutti saremo connessi, e va da sé, forniremo informazioni utili a comporre la più dettagliata visione della società che sia mai esistita sinora. Fine delle scienze sociali convenzionali, che raccolgono dati e creano immagini con vecchi strumenti. L’immagine dello ‘scambio universale’ (Marx) non potrebbe essere più allettante: strumenti ubiquitari, che danno dipendenza e ci trasformano, buoni per ogni tipo di comunicazione, e che certo aumenteranno la creatività a scala planetaria.   La nostra Terra mobile avrebbe così il suo primo sigillo, la tecnologia che tutti connette. Essa non deve imporre, autorizzare o punire come le vecchie istituzioni totali. Soprattutto, non ha più bisogno di alcuna mediazione culturale, linguistica o di significato: si presenta immediatamente, come un ‘gioco’ o emoticon, come innocua appendice tecnologica. Noi viviamo nell’età...

L'anatra zoppa di Juncker

Da molte settimane leggiamo che Juncker e la Commissione europea hanno lanciato un piano di 300 miliardi di euro per finanziare nuovi investimenti. Mercoledì 26 novembre il piano è stato presentato al Parlamento europeo. Tutti siamo contenti. Al rigore dei conti pubblici l’Europa affianca una strategia per la crescita economica. Però “Signora mia le cose sono complicate, non ci si capisce niente”.   Nell’ultimo numero l’Economist ha pubblicato due vignette su Juncker. Nella prima il mago Juncker presenta il suo “Magnificent Truly Unbelievable Magic Show”. 21 miliardi di euro – la somma di cui Juncker dispone – sono messi nel cappello del mago e diventano 300 miliardi, “cavalcando un tappeto rosso su un unicorno per trovare il vello d’oro” (quello di Giasone e gli Argonauti). Nell’altra vignetta Juncker viene dipinto come un alchimista. Poi, in due articoli, il progetto di Juncker viene dipinto come “pensiero magico” (non riportiamo le altre considerazioni dell’Economist per non infierire).    Vabbè, direte voi. Questa è la perfida...