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Frontex

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L’outsourcing del confine

Il Mediterraneo è oggi immensa “tonnara di passanti”, abbattoir di speranze in luttuosa cornucopia. Ma non da oggi. I dati raccolti dal progetto The Migrant Files parlano di oltre 29.000 donne, bambini, uomini morti nel tentativo di approdare in Europa dal 2000 a oggi. Stima per difetto, certamente, dacché nemmeno l’atto di recuperare i cadaveri sembra avere una qualche necessità forense per Creonte, e di quella umana Antigone farebbe bene a dimenticarsene. Come mostra la carta di The Migrant Files, il mar di sangue del Mediterraneo si estende ben al di là dello spazio racchiuso tra le Colonne d’Ercole e i Dardanelli, annovera i vecchi porti Atlantici della tratta degli schiavi, i centri di detenzione dell’Unione Europea e quelli del Sinai, dove bande di predoni praticano impunemente il ratto degli Eritrei, le piste di sabbia del Sahara e le tracce di gomma lasciate dai mercenari africani al soldo di signori della guerra – un tempo Gheddafi ora chissachi – al soldo di Bruxelles. Ogni giorno i migranti e i loro aguzzini disegnano nuove geografie che maltrattano il confine moderno, il confine certo e rassicurante...

Lampedusa: false tratte e false proposte

In un articolo sul Corriere della Sera del 4 ottobre, Fiorenza Sarzanini descrive così i “miliziani dei barconi”: “Tantissimi [potenziali migranti] vengono avvicinati dai trafficanti, pronti a tutto pur di avere merce umana da imbarcare, che li convincono a seguirli”.  I migranti sono quindi “merce umana” inconsapevole, uomini e donne sprovveduti e incapaci di decidere del loro futuro. Persone da proteggere e vittime credulone di trafficanti-spacciatori.   Come invece nota Andrea Segre, la lezione che questo come molti altri interventi traggono dalla vista delle centinaia di cadaveri raccolti sulla spiaggia di Lampedusa è cosi riassumibile: “La tratta di esseri umani nelle acque del Mediterraneo è un crimine contro l’umanità che va fermato con tutti i mezzi”. I criminali e l’origine del male sono loro, i trafficanti senza scrupoli, e i paesi europei hanno la responsabilità morale di unirsi per fermare questo scempio.   Questa è tristemente la posizione politica dominante su Lampedusa. La commissaria agli Affari Interni dell’Unione Europea, Cecilia...