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Libreria Utopia

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Speciale Librerie | Sotto dettatura, senza rinunce

> Scrivo queste righe da Abu Dhabi una città stato in cui praticamente non ci sono librerie; è uno dei motivi di tristezza del vivere ad Abu Dhabi, Che peraltro è un luogo capace di produrre grande allegria - in Altri modi. > Le scrivo queste tre righe servendomi del comando vocale di iPhone e quindi chiedo scusa di eventuali errori interessanti che si produrranno: ma non li cancellerò ( a meno che non stravolgano il senSo, invece di Alterarlo lievemente) perché usare questo strumento rappresenta ora un modo di entrare in rapporto dialettico con il nuovo con l'inaspettato, pur essendo in questo momento Per me una reale difficoltà: e un attentato al 'suono' del giro di frase. > >> Quando ho letto accorato appello in difesa delle librerie indipendenti relativo alla vicenda dello spostamento della libreria utopia e di altri librerie dal centro di Milano In zone meno  centrali ho subito pensato: ma se queste librerie Anziché 'mondo offeso' e 'utopia' si chiamassero Mc sweeney's la loro sorte commerciale sarebbe la stessa o sarebbe diversa? E in fondo, non sarebbe più...

Speciale Librerie | L'isola che c'era

Fra i motivi per cui chi sta a Roma può invidiare chi vive a Milano, il primo è la sua rete di trasporti pubblici e il secondo sono le sue librerie. Che poi, nel mio caso, si avvicinano a essere un unico motivo.  Chi viva oltre la cinta daziaria delle ZTL, e sia costretto dagli insufficienti (è un eufemismo pietoso) trasporti pubblici della Capitale a spostarsi in automobile, l’idea antica di “fare un salto in libreria” se l’è scordata da un pezzo (e i libri s’è abituato a comprarli solo on-line: cioè solo quelli di cui già conosce l’esistenza). Giorgio Manganelli, che aveva vissuto in entrambe le città, lo diceva già negli anni Ottanta: cultura a Milano la si fa incontrandosi di persona; se si sta a Roma, a dir tanto ci si fa una telefonata. Una città fatta in questo modo non aiuta certo la socializzazione. La Milano d’un tempo invece, e non parlo dei tempi del Conciliatore, ce l’hanno raccontata diversamente. C’erano i famosi bar, e c’erano le famose librerie (il tempo che è passato si misura dal fatto che ora, nei commenti destati...

Utopia a Milano

Alcuni avranno forse letto, nel giorno della Befana, sul "Corriere della sera", l'intervista a Lucio Morawetz nella quale annunciava che la Libreria Utopia, di via Moscova, chiuderà e riaprirà, dopo un paio di mesi, in via Vallazze, a Città Studi. La notizia segue di pochi giorni quella della cassa integrazione, già in atto, per circa 60 librai della storica libreria Hoepli (fondata a Milano nel 1870), che ha sede a due passi da piazza Duomo ed è una delle più belle e fornite librerie d’Europa. Sempre in centro, cambia sede (e si sposta in via Cesare Cesariano) anche la curiosa Libreria del Mondo Offeso e ha da poco chiuso la Libreria di Brera, come pure la Libreria antiquaria Rovello, punto di riferimento per gli amanti dei testi antichi.     Questa è veramente una grande ferita per la città. La chiusura della Libreria Utopia è non solo una ferita culturale, perché sparisce dal centro una delle migliori librerie di Milano (dove era possibile trovare e scoprire titoli di piccolissimi editori dei quali spesso non si era a conoscenza), ma anche un luogo di...