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Macao

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NowHere: residenze attive a Macao

A poco meno di un anno dal progetto ApparecchioPer, elaborato da Macao, S.a.L.E. Docks e Ex-Asilo Filangieri per il bando cheFare, a Macao prende vita NowHere, residenze attive che ibridano coabitazione, politica, ricerca e produzione dal basso. ApparecchioPer – volto alla composizione di una piattaforma condivisa di “mezzi” di produzione, ossia spazi, strumentazioni, conoscenze, risorse diverse – non si è certo esaurito con la chiusura del bando la scorsa primavera, tutt’altro; proprio per il suo essere strettamente legato a bisogni concreti che chiedono luoghi e situazioni adeguate alla messa in atto di ricerche indipendenti, si è sviluppato in diversi progetti, tra cui NowHere costituisce una delle più recenti sperimentazioni. Per farci raccontare meglio questo percorso Alberto Cossu ha intervistato Cristina Fiordimela e Tommaso Urselli, tra i responsabili del progetto #NowHere e della campagna di crowdfunding ad esso collegata.     Come siete arrivati al progetto di Nowhere? Quali sono i passaggi che vi hanno portato alla sua elaborazione?   NowHere residenze attive prende corpo dalla sperimentazione di...

Martina Testa, editoria e nuvole

Martina Testa ha lavorato per molti anni come redattrice, traduttrice e direttore editoriale a Minimun Fax. Domani, venerdì 23 maggio, alle ore 22, sarà a Macao, per partecipare a InEdito Festival dell'editoria indipendente.   Insieme a Paolo Cognetti e Alessandro Raveggi, autore del nostro ultimo Starter dedicato a David Foster Wallace, animerà un incontro sullo scrittore americano.       Fare editoria in un'epoca di crisi (non solo economica) cosa vuol dire? Il problema è avvertito da tutto il settore editoriale; in questi anni hai individuato delle modalità che le case editrici dovrebbero sviluppare per far fronte alla contrazione del mercato librario e assicurarsi una ragionevole sostenibilità economica?   No, io non le ho individuate affatto. Ho lavorato per 14 anni in una casa editrice indipendente, minimum fax, che ha estremamente a cuore la qualità della propria proposta e dei propri prodotti: ho sempre scelto i libri con la massima cura, e con la massima cura li ho tradotti o fatti tradurre, e ho fatto in modo che tutte le fasi della lavorazione redazionale, sia quelle di cui mi...

Lazzarato: il rifiuto del lavoro

«Io non ho deciso di andare all'estero, come fanno oggi tanti giovani della tua età. Io sono scappato all'estero perché avevo un mandato di cattura. Ero un militante di Autonomia Operaia, che è stata una grande esperienza politica, anche se minoritoria, del processo di trasmissione dalla vecchia composizione di classe alla nuova. Non ci pensavo proprio, io, al futuro. Una volta arrivato in Francia mi sono rimesso a studiare. Ma sono precario ancora adesso.» Maurizio Lazzarato, filosofo e sociologo indipendente, vive in Francia dal 1982 e in Italia ci viene raramente. Domenica 13 aprile era a Milano, a Macao, per partecipare al seminario Fare Pubblici. Nell'intervallo tra il panel della mattina e quello pomeridiano, tra una sigaretta e l'altra, si lascia intervistare per Doppiozero. A partire dal suo ultimo libro, Marcel Duchamp e il rifiuto del lavoro (Edizioni Temporale).   Nel tuo ultimo libro, scrivi: per Duchamp «il rifiuto del lavoro artistico significa rifiuto di produrre per il mercato». Ma al di fuori del mercato, esiste un metro per dare un riconoscimento materiale al lavoro immateriale? Quella di...

Kyla Davis: To walk is easy

La incontro proprio a Nosadelladue, l'accogliente spazio che ospita artisti in residenza in un bell’appartamento all'angolo della suggestiva Piazza Malpighi, nel centro storico Bologna. Kyla Davis, performer e regista sudafricana, fondatrice della Well Worn Theatre Company, a quel punto è in Italia già da tre mesi, infatti ha ormai fatto sue le abitudini di baciare sulle guance per salutare e sorseggiare vino mentre si chiacchiera.   Per quel che riguarda il suo lavoro in residenza, invece, quando la incontro ha terminato una lunga serie di laboratori teatrali realizzati in diversi paesi della provincia felsinea, e non si è fatta mancare due incursioni nelle realtà occupate delle principali città italiane: il Teatro Valle a Roma e il Macao a Milano, in cui ha tenuto dei laboratori immergendosi completamente nelle dinamiche e nelle tematiche delle due autogestioni e dei rispettivi promotori.   Ph. Laura Molinaro   In maniera estremamente low-profile, tipica degli artisti formatisi nella cultura anglosassone, mi ha raccontato di cosa l'appassiona e di come cerchi di convogliare nei suoi lavori, i suoi...

Cultura: Roma attende

Quando la crisi diventa la norma, cos’altro resta al mondo dell’arte contemporanea se non la sua tendenza alla spettacolarizzazione? A Roma questo implica mantenere la fiducia nella possibilità della scena artistica contemporanea di continuare a crescere: una scena artistica contemporanea non è niente se rimane statica. Una difficoltà è rappresentata dal fatto che crescita vuol dire novità e novità implica cambiamento. Ma il cambiamento richiede energia e l’energia richiede un input di risorse pari almeno all’output ottenuto da una certa azione. In una recessione economica l’output inizia a recedere e in una depressione economica, ancora peggio, l’output è costantemente inferiore all’input.   La crisi economica attuale è in qualche modo peculiare perché la sua ampiezza è senza precedenti dalla seconda guerra mondiale in qua, ma non è ancora classificata come depressione. Non è chiaro se questo sia dovuto alle manipolazioni dei dati economici o alla complessità del modello finanziario, che è stratificato, astratto e difficile da...

Istanbul, che aria tira

A undici giorni dall'occupazione del Gezi Park, a Istanbul si respira un clima d'instabilità palpabile, quasi più violento dei tear gas che hanno pervaso per più di 40 ore non stop una vasta area intorno a Piazza Taksim.     Ma non c'è solo tensione. Stasera l'euforia è alle stelle. E' incredibile quello che sta succedendo in questi ultimi minuti: tifosi delle tre principali squadre di calcio locali, Fenerbace, Galatasaray e Besiktas, si stanno riversando in Taksim. Ultras che fino a tre settimane fa si guardavano in cagnesco, per usare un eufemismo, sono ora riunite nel luogo simbolo della protesta, cantando a squarciagola gli inni da stadio, riadattati per l'occasione, sotto gigantesche bandiere della Turchia.     L'Ataturk Kultural Merkezi, dalla cui cima i giornalisti hanno scattato alcune immagini ormai diventate simbolo della protesta, è gremito di gente che si arrampica sulle scale pericolanti in preda a un sentimento di riappropriazione degli spazi.   Abito a Istanbul da sei mesi, non abbastanza per capire in fondo tutte le sfaccettature socio-politiche di...

Lo sgombero di Macao a Milano

Ore sette ho aperto gli occhi: i primi tweet. Ne tornava indietro l’eco. Poi Milano si è svegliata, e mentre pedalavo verso Macao un susseguirsi di tweet e notifiche facebook.   Macao sgomberata, accorrete tutti.   Scopro dopo che è dalle sei che le camionette della polizia girano intorno alla zona, lasciando presagire quel che sta per accadere. I ragazzi all’interno, una trentina. È già da ieri sera che sono in stato di allerta e inviano messaggi e tweet di preavviso e mobilitazione.     Qui, alle otto. Arrivo pensando che non sia possibile che, come si scrive su twitter, “ti ho votato perché a Milano non accadesse più quello che sta accadendo ora”. È passato un anno, un anno più o meno esatto. Si è atteso che Pisapia prendesse una qualche posizione, in questi giorni. Si è atteso che si aprisse lo spazio di un dialogo.   Chiunque sia transitato per Macao in questi giorni ha visto un cantiere aperto, vivo, critico. Sono arrivati apprezzamenti e grandi pacche sulle spalle anche dai membri della giunta comunale passati di qui, ma non...

Macao. L'occupazione della Torre Galfa a Milano

Sabato scorso, in piazzale Lagosta a Milano, mentre si svolgeva il mercato rionale, un folto gruppo di persone si concentrava di fronte a un’edicola e aspettava il momento giusto per incamminarsi verso quello che da poche ore è stato ufficialmente battezzato col nome di Macao, un “nuovo centro per le arti di Milano”, uno spazio dove produrre arte e cultura, in cui, si legge nel comunicato stampa, “gli artisti e i cittadini possono riunirsi per inventare un nuovo sistema di regole per una gestione condivisa e partecipata”, per sperimentare in autonomia “nuovi linguaggi comuni”.   Macao ha trovato sede nella Torre Galfa, un grattacielo di trentuno piani che sorge tra via Fara e via Galvani, non distante dalla Stazione Garibaldi, vuoto e abbandonato da circa quindici anni. L’edificio, sorto nel 1959 su progetto di Melchiorre Bega, alla metà degli anni settanta fu acquisito dalla Banca Popolare di Milano che lo ha utilizzato come sede operativa per circa trent’anni. La Fondiaria Sai lo ha quindi rilevato nel 2006 per 48 milioni di euro, ma il tracollo finanziario subito dalla società del gruppo di...