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Teatro Rasi

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Ravenna Festival / L’Inferno delle Albe

Albedo. Rimbomba in testa questa parola dell’alchimia, operare sulla nigredo, sulla materia oscura, per arrivare all’opus. Abluzione, distillazione, elevazione dell’anima. “Quali colombe dal disio chiamate”. Bianchi, bianchissimi, Ermanna Montanari e Marco Martinelli raggiungono la folla accalcata nella stretta strada davanti alla tomba di Dante Alighieri. Ravenna, ore 20 di un giorno qualsiasi (che non sia lunedì) da qui al 3 luglio, fino a quando si replica il loro Inferno per Ravenna Festival. Un uomo in abito nero suona una grande conchiglia. Dà il via, ed è subito emozione. Con quelle parole finali della prima terzina della Divina Commedia di Dante, dette, sussurrate, ingolate da Ermanna (al piede, bianche anch’esse, ha le sue solite scarpe a forma di zoccolo di capra, diaboliche): “…vita … oscura… smarrita”. Pausa. E poi i versi tutti di quell’inizio, con voce che ricama e sprofonda, che rapisce. Aprono la porta del sepolcro, a evocare il poeta. E intorno a noi spettatori, in mezzo a noi, bambini, ragazzi, giovani, donne adulte e uomini ripetono alcuni versi, in coro. Sollevano le braccia, le protendono in tensione, seguono il ritmo con voci basse, acute, chiocce, profonde,...

Dove nascondo l'oro

“Dove nascondo l’oro? Mi han detto di metterlo tra le pentole, ma per me i ladri sono furbi. Vieni a vedere dove voglio metterlo. Così che se mi dimentico o mi prende un male, tu sai. Intanto questo bel medaglione della nonna prendilo tu, lei avrebbe voluto così, glielo toccavi sempre da piccola. Ma tu lo porti l’oro? Ce l’hai una catena? Non ti posso dare la mia, è troppo grossa, e non ti starebbe bene, e poi queste sono cose che lascerò ai tuoi fratelli, tanto a te non interessano… alè, apri la porta della cantina, quella in fondo al corridoio, qui non c’è nemmeno il pavimento, chi vuoi che pensi che ci nascondo l’oro. Allora, dai, conta, di fianco al tino la terza damigiana, alè, mettiamo il primo mucchietto con gli anelli, e poi quello con gli orecchini più spostato dietro, e le catenine invece, nella mensola dei fiaschi. Ma è vero che bisognerebbe nascondere l’oro tra le pentole d’acciaio in cucina? Che lì non le trovano? No, le troverebbero subito! Invece qui, nella casa vecchia, con le porte che non si chiudono bene, le persiane rotte, il veleno dei...