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California

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Digitalizzare il vivente

Guido Ucelli, fondatore a Milano del Museo nazionale della scienza e della tecnologia, era un ingegnere immerso nel proprio secolo. Conclusi gli studi politecnici, impiegatosi nel 1909 per l'impresa meccanica Riva, lottò per portare in Italia la cultura scientifico-tecnica appresa durante i viaggi europei. Ucelli conobbe e frequentò Guglielmo Marconi mentre la crisi del 1929 tracimava nel vecchio continente. Secondo quest'ultimo – che ne scrisse nel 1932 sulla neonata rivista del Consiglio nazionale delle ricerche – la crisi in corso era «una delle più grandi che la storia ricordi» le cui cause, certo complesse, «le possiamo far dipendere in massima parte dagli errori degli uomini stessi, in preda ad un pessimismo senza limiti e in gran parte ad un egoismo senza precedenti. Come può la scienza – si chiedeva – spingere l’umanità ad uscire da questa grave situazione?». Se le risorse scientifiche per assisterci nella vita quotidiana sono infinite, «forse non sarà lontano il giorno in cui l’uomo riuscirà a governare nuove forze della...

Dracula al museo. Su Chris Burden

Azione e protocollo Dal 10 maggio, giorno della scomparsa dell’artista americano Chris Burden, non ho smesso di compulsare i necrologi con un fastidio crescente. Della sua opera non restano altro che Shoot (1971) e Trans-fixed (1974), e la parte viene presa per il tutto. Riprendiamo da qui la faccenda.   Shoot. Il 19 novembre 1971 Burden – allora studente venticinquenne all’Università di California a Irvine – è alla Santa Ana Gallery, vestito in jeans e maglietta bianca, l’uniforme di Jackson Pollock nel suo atelier. Qui sfidò e sfuggì alla morte con una sorta di suicidio assistito: alle 19:45 chiede a un amico di sparargli sul braccio sinistro (sulle prime pensava alla cassa toracica) con un fucile calibro 22, a soli quattro metri e mezzo di distanza. Fu “come se un camion mi colpisse il braccio a 130 km/h”, ricordò, “In quel momento ero una scultura”; un incidente, dirà invece al pronto soccorso. Lo stesso anno Judy Chicago – che nel 1970 inaugura alla California State University a Fresno il Feminist Art Program – realizza una litografia in cui si mostra costretta...

Madri e figli. Il cinema di Roberto Minervini

Ho incontrato Roberto Minervini a Sarajevo nell’estate del 2013, quando eravamo lì entrambi per il festival cinematografico. Ci eravamo conosciuti a Karlovy Vari e allora avevo visto due dei suoi lavori e mi erano piaciuti molto, avevo apprezzato anche la sua compagnia e la sua storia di italiano che vive in Texas. Così ho pensato di fargli un’intervista, bevendo una birra mentre aspettavamo di andare a vedere un film. L’intervista aveva come proposito quello di raccontare un giovane regista indipendente negli Stati Uniti.   Roberto, aiutami a raccontare in due parole la tua carriera di regista. Ho iniziato nove anni fa, dopo il master in media studies a New York. L’obiettivo era quello dell’insegnamento, tant’è che mi ero già iscritto a un dottorato in Storia del cinema in Spagna, quindi iniziai a lavorare per una casa di produzione di documentari, poi a fare cortometraggi e video musicali... Dopo me ne andai a insegnare cinema nelle Filippine, dove rimasi due anni. Al rientro negli Stati Uniti mi spostai nel 2007 nel Texas, a Houston, dove ho iniziato a lavorare alla serie di lungometraggi; ho appena...

Le Harbor Series di Gil Mares

Hull With Float, II: Un rettangolo orientato in verticale, scandito da forme geometriche bidimensionali, frontali, schiacciate. Dominano i toni caldi, ed è il colore a creare le forme, ad animarle, non a riempirle - in alto, un rosso pastoso e levigato, compatto, taglia la superficie a formare una ‘L’ capovolta. L’asta più stretta è sbiadita nella parte bassa e rivela un’anima chiara nelle abrasioni e nei graffi arabescati dal tratto incerto, spezzato, che contraddicono la regolarità della geometria generale. Sulla sinistra si inserisce, complementare, un quadrato più sfumato: bande orizzontali più o meno definite alternano toni viola, antracite e rosa, slavati a tratti in direzione verticale.   A completare la composizione, in basso interviene una striscia impressionisticamente lavorata. Una spessa linea scura, che appare tratteggiata di bianco, la separa dalla parte sovrastante. Un’altra linea scura scorre in verticale, si staglia sul rosso dello sfondo ma genera aloni caldi dove taglia i campi più chiari, e la incrocia. Sembra originare da un’apertura circolare, nera, in alto. A...

Vita di David Foster Wallace

Non è un caso che ci siano voluti quattro anni per portare in libreria la prima biografia ufficiale di David Foster Wallace, Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi (Einaudi, 2013, pp. 512, € 19,50, traduzione di Alessandro Mari) a firma del giornalista del "New Yorker" D.T. Max. Non tanto perché Wallace è considerato il più importante scrittore americano della sua generazione, né perché Infinite Jest (1996) è forse il romanzo più significativo degli anni Novanta con Pastorale americana di Philip Roth e Underworld di Don DeLillo. Nemmeno, infine, perché come scriveva Marguerite Yourcenar comporre una biografia significa costruire un personaggio, ed è dunque un'operazione più complessa quando il personaggio è depositario di un vero e proprio culto, letterario e non. Ma soprattutto perché Wallace non è morto di malattia o in un incidente d'auto: si è tolto la vita nella sua casa di Claremont, California, il 12 settembre 2008, e da quel momento in poi sul suo conto è stato scritto di tutto. Ecco allora la difficoltà del compito...

Margherita Hack: dall'Arno alle stelle in sella alla "ciuca"

Margherita Hack è una scienziata di fama mondiale. Qualcuno direbbe: è una signora che gioca con le stelle come certi anziani anche di alto rango giocano coi trenini elettrici. Ma questa campionessa dell’astrofisica con i m ondi che stanno lassù non ha mai giocato, non è roba da giocarci quella. Il suo gioco, il suo amato gioco che le è stato sempre compagno, è la bicicletta. Andare in bicicletta. Pedalare per pianure e per colli all’ombra degli alberi, al suono di ruscelli o giù a capofitto da piazzale Michelangelo al Lungarno.         La mia vita in bicicletta (pubblicato un anno fa da Ediciclo) è un dono della scienziata a chi ama l’arte di pedalare, quindi è anche un dono a se stessa, al suo ininterrotto amore per le due ruote, dalla sognante giovinezza di Firenze alle straordinarie realtà dell’età adulta. Oggi è Trieste la città in cui Margherita Hack, professore emerito di astronomia, vive. Dal viale dei Colli a San Giusto, un lungo percorso con tappe una più divertente, emozionante e...

Invernomuto

Vernasca è un paese in provincia di Piacenza. Probabilmente non è mai comparso così tante volte, come in quest’ultimo periodo, sui quotidiani emiliani e sul web. Da quando, cioè, il duo Invernomuto, che da lì proviene, non ha cominciato a parlarne, con tenacia e un certo grado di visceralità, nel proprio lavoro. Ecco un minuscolo punto sulla mappa geografica del nord Italia. Partiamo da qui, da Vernasca e dal genius loci, espressione latina riapparsa in epoca contemporanea, declinata in vario modo nelle agende progressiste, come nell’agenda culturale della Lega Nord, nel linguaggio del marketing territoriale, come nelle campagne pubblicitarie focalizzate sul territorio.     Genius loci è espressione che, nel caso di Simone - titolo della mostra personale, a cura di Xing, degli Invernomuto al PAC di Ferrara - conserva quel quid poetico ed ancestrale a cui si accorpa, al tempo stesso, un tratto di fragilità e vulnerabilità. Di “luogo” parliamo e naturalmente anche di “genio”. La grotta di cera bianca (Wax, Relax) che rappresenta la visione di apertura della mostra...

Il potere del noir

Le belve, il nuovo libro di Don Winslow che arriva oggi in Italia, è un film imperdibile. E il fatto che Oliver Stone ne stia girando l’adattamento cinematografico è un dettaglio quasi secondario. L’ultima fatica di quello che James Ellroy definisce (con generosità, ma senza esagerare) un “maestro”, viaggia sul filo dell’immaginario da grande schermo sin dalle prime pagine e arriva in fondo mantenendo le promesse. C’è la California del surf, delle belle donne, della dolce vita e dei soldi facili e c’è il Messico crudele dei narcotrafficanti. Lungo il confine di queste due fragili faglie si muovono personaggi così veri, così reali che non puoi evitare di vederli vivere (e spesso morire) accanto a te mentre leggi. Ed è una fatica quasi fisica abbandonare il libro, come appunto nessuno si sogna di uscire da un cinema a proiezione in corso. La sala resta buia per tutta la lettura, che corre veloce, quasi banale. Uno stile che sembra facile, ma che è figlio di tanta fatica e ancora più lavoro, come spiega lo scrittore americano. Alcuni critici parlano di Le belve citando...

Intervallo - Houses in 60th ave

  Mio nonno fava i matòni mio babbo fava i matòni fazzo i matòni anca me ma la casa mia dov’è?

Sony segreto

Il 20 aprile di quest’anno il deposito informatico della Sony è stato violato. Visitatori non identificati sono entrati nel centro dati, situato a San Diego in California, e hanno portato via – ovvero copiato, come si dice oggi per il “furto” – i dati personali di tutti i clienti della Sony: settanta milioni di abbonati che scaricano musica, filmati e altri prodotti della casa giapponese. Sono stati sottratti referti personali, password, numeri di carte di credito, insomma tutto quello che serve per ottenere dalla casa madre “forme” che soddisfano il piacere auditivo e visivo (almeno per il momento) dei singoli consumatori.   I dati sono stati messi in vendita, così si trova scritto sui giornali dell’altro giorno, al mercato nero: informazioni “sensibili” sugli abbonati della Sony. Si vendono al miglior offerente indirizzi email, numeri delle carte, date di nascita, id e password. Il tutto alla spicciolata, per singoli pezzi, oppure per blocchi. Pare che nel mercato parallelo le informazioni della carta di credito (con data di scadenza e codice di sicurezza) valgano 70 dollari; mentre senza codici...

Coppie. Ettore Sottsass e Fernanda Pivano

Che coppia straordinaria sono stati Fernanda Pivano ed Ettore Sottsass. Così lui racconta la richiesta di lei, già sposata, d’andare a vivere insieme: “Un giorno Fernanda mi ha telefonato dicendo che voleva vedermi a Roma, e abbiamo combinato. Ci siamo incontrati a Piazza di Spagna. Era inverno e Fernanda aveva un grosso cappotto di peli ed era molto cambiata; sembrava appena uscita da un bagno gelato, dopo un sogno sconvolgente. Mi ha detto che stava divorziando e che sarebbe tornata a casa a Torino e se avevo ancora voglia di stare con lei. Le ho detto che mi sarebbe piaciuto molto, e dopo qualche mese è stato così”. Era il 1949. Molti anni dopo, nel 2004, Fernanda, divorziata per volontà di Ettore, lo incontra a Genova all’Acquario. Siede con altri al ristorante vicino alla vasca degli squali: “Sottsass, il mio ex marito, era due tavoli più in là. Credo non mi abbia riconosciuta perché non mi ha nemmeno salutata. Povera me”.     A testimoniare questo sodalizio amoroso e intellettuale, di cui entrambi parlano nei rispettivi diari (il fluviale Diari. 1917-2009 in due...