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Chernobyl

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Abbiamo davvero già visto Hiroshima?

Pensavamo di trovare soltanto ottantenni in sala, e invece…» dice sorridendo la signora seduta alla mia sinistra, mentre prendo posto. E invece ci sono anch’io, che Hiroshima mon amour l’ho visto per la prima volta dieci anni fa, e lo rivedo oggi pensando che chi ha ottant’anni adesso, aveva all’uscita del film, nel ’59, più o meno la mia stessa età.   Ma non sono la sola ad avere meno di ottant’anni, in sala. Chi sono questi altri giovani spettatori seduti vicino a me? Anche loro sono qui per rivedere il film di Resnais, oppure non sanno ancora niente di Hiroshima? Ma poi, abbiamo davvero già visto Hiroshima?     «Non, tu n’as rien vu à Hiroshima», sono le parole che Eiji Okada ripete come un mantra a Emmanuelle Riva mentre scorrono le prime immagini del film, che ci mostrano lo scheletro di una città desolata e immobile. Eppure lei – che è un’attrice, e che è andata a Hiroshima da Parigi per le riprese di un film – ha conosciuto la Guerra, ha percorso le strade di questa città fantasma, ha incrociato gli sguardi della...

Donald Weber, Interrogations. Una non-fiction, una mostra e un libro

In una scena del Maestro e Margherita Bulgakov ripropone l’incontro fra Pilato e Gesù raccontato dai Vangeli, quello in cui l’uomo che rappresenta il potere di Roma nella terra di Galilea si confronta con una forma di verità altra da quella rappresentata da lui, una forma di verità che lo scrittore russo fa insinuare anche nella sua figura sotto forma di un insopportabile mal di testa. Nel suo personale interrogatorio, Pilato accusa Gesù di essere un bugiardo, di essere colpevole di ciò per cui è stato accusato e allude contro le sue ragioni al discorso della follia, in una visione simile a quella che ha spinto Lombroso alla fine dell’800 ad accomunare nel suo Atlante pazzi e criminali. D’un tratto anche Gesù sembra diventare uno di quei personaggi del popolo russo a cui ci hanno abituato Gogol’ e Dostoevskij. E mentre Gesù accusa Matteo di non trascrivere fedelmente le sue parole, anche Pilato pare iniziare a prendere le forme di un uomo della burocrazia russa. Tutta l’accusa nei confronti di Gesù si sarebbe basata su un fraintendimento: avrebbe istigato il popolo a...

Anteprime / "Chernobyl" di Francesco M. Cataluccio

Pubblichiamo in anteprima il primo capitolo di Chernobyl di Francesco M. Cataluccio, in uscita presso l'editore Sellerio il 7 aprile prossimo, qui commentato in esclusiva per doppiozero da Antonella Anedda, Marco Belpoliti, Davide Ferrario e Luca Scarlini.   Il primo capitolo del libro (scarica il pdf)     Commenti: Antonella Anedda La stella nera di Chernobyl comincia dal suo nome: chornyi (nero) e byllia (steli d’erba) e immediatamente si lega a un destino di amarezza. L’erba nera si riferisce all’Artemisia absinthum, ossia la componente principale dell’assenzio, mentre “amaro” viene definito da Erodoto il Nipro, cioè il Dnepr. A questo luogo che sembra predestinato al dolore Francesco Cataluccio dedica un libro rigoroso come una testimonianza ed emozionante come un film. La voce che racconta è pacata, le immagini che evoca sono veloci. Lo sfondo è vuoto, gli scenari distrutti, la voce fuori campo è sola. Cataluccio non è soltanto autore del libro intitolato Chernobyl ma attore, suo malgrado, di una vicenda che non avrebbe voluto attraversare: nell’aprile del...