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Stati uniti d’America

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Black and White Trypps Number Three

  Non so se Ben Russell insegni ancora cinema (parli di immagini mobili) all’università. Di certo, programma serate cinematografiche nelle cineteche e nei musei che hanno la gentilezza di invitarlo. È un artista. Realizza film. Ha presentato recentemente a Venezia il suo ultimo lavoro, River Rites. Parte della sua produzione si compatta in un unico progetto (sette film per ora) che, ispirandosi all’inglese antico, egli ha denominato Trypps. In tutto 65 minuti che tentano di cogliere ciò che lo stesso Russell considera una forma di “etnografia psichedelica”. Sono viaggi, nel senso più ampio del termine, a cui non è estranea la dimensione chimica, o l’idea di trance.   Come fare cinema con mezzi che la tradizione considererebbe nulli? Ben Russell sembra aver perfettamente assimilato la lezione di Jean Rouch. Action painting, cinema sperimentale, capitalismo globale, ritrattistica, performance: i Trypps colgono alcuni aspetti, alcune espressioni umane contemporanee, filmandole in 16mm, con o senza suono, a colori o in bianco e nero, viaggiando a Dubai, Malobi oppure restando più vicino a casa,...

Milano / Paesi e città

Non so bene perché, ma il quartiere dove sono nato mi ha sempre fatto pensare all’America, agli Stati uniti d’America per essere precisi. Il quartiere dove sono nato. O, per meglio dire, dove fui condotto, quando avevo solo pochi giorni di vita, dalla clinica Villa Igea. La mia prima casa, e qui non parlo della clinica, risponde all’indirizzo di via Ada Negri 2. A quel tempo, tuttavia, alla futura via Ada Negri non era stato ancora concesso il privilegio di un’identità onomasticamente riconosciuta e così io mi trovavo ad abitare in via Antonini 51/2. Via Antonini. Uno stradone che separa in parte, ma ancor più nettamente separava allora, la città dalla campagna. La città stessa, d’altronde, della campagna non pareva aver assunto in quei luoghi un controllo troppo stabile. Un villaggio della frontiera sorto in quello che solo dieci anni prima era territorio apache. Palazzi simili a scatoloni messi di sbieco, l’uno accanto all’altro, a formare mezza lisca di pesce. Sul lato opposto della strada, una fila di case e negozi, la scuola elementare e, subito dietro il sottile paravento, campi, cascine...