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Tunisi

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La Tunisia secondo Mahmoud Ben Mahmoud / “Fatwa”. Che la legge maschile sia

Un paio di settimane fa è stato presentato al cinema Trevi di Roma Fatwa, del regista tunisino Mahmoud Ben Mahmoud (La Traversata, Les Siestes Granadine, Le Professeur), vincitore del Saad Eldin Wahba (premio come migliore film arabo) al Cairo International Film Festival 2018 e del Tanit d’Or come miglior film al Cartage Film Festival 2018. Piccolo film asciutto e duro, capace di catturare l’attenzione e di disturbare lo spettatore. Piccolo solo perché racconta con straordinaria concentrazione una vicenda ordinaria e tragica che si svolge a Tunisi nel 2013, ossia due anni dopo l’inizio della “rivoluzione dei gelsomini”, che ha cacciato il dittatore Ben Ali dopo più di vent’anni di un regime che ha portato il paese allo sfinimento. L’anno è importante, sottolinea l’autore, perché da allora in Tunisia le cose sono un po’ cambiate. Nel 2013 le tensioni tra le forze democratiche e progressiste e quelle islamiste sono state elevatissime e hanno portato, nel 2014, alla caduta del governo guidato da Ennahdha, il partito islamista moderato, in modo incruento. Nel 2013 sono stati uccisi a Tunisi due esponenti di partiti di opposizione a Ennahdha che, tra le altre cose, è tutt’ora al...

Tunisi: Nestanneu el Gamra

Nessuno lo sa quando finisce il Ramadan. Forse domani, forse giovedì. Si deve guardare la luna, o meglio, l'Imam deve guardare la luna e decidere se l'Eid, la festa di fine digiuno, possa cominciare. Tunisi è l'opposto di come me la ricordavo, eppure sono partita poco più di due mesi fa. Il Ramadan ha rovesciato le abitudini quotidiane, svuotato la Bourguiba di giorno e riempito la Medina di notte. Sembra la fiera, con le mandorle colorate, i pop corn, il fumo del merguez, le pentole in vendita e i vestiti nuovi per i bambini. Tutti corrono e si accalcano lungo Rue de Carthage, cercano di non perdere l'occasione per l'ultimo acquisto.

 Sono giorni concitati anche senza far festa. A due settimane dall'omicidio di Brahmi, a sei mesi dall'uccisione di Chokri Belaid, con lo Jebel Chaambi in fiamme e le BAT (brigate anti-terrorismo) che arrestano e freddano potenziali terroristi nelle banlieues di Tunisi, la città è tesa, agitata, anche se non sa ancora dove, e come, avverrà questo cambiamento. Nestanneu el Gamra.

       Oggi ci sarà una manifestazione importante, organizzata dall...

Ispica / Paesi e città

“Ispica, Sicilia, sotto il parallelo di Tunisi e Algeri”, canta incerta una voce attorno a un mio video, vanitosa. E s’apre un paesaggio come d’una cartolina rosa che sboccia sbiadita, qualche macchiola qua e là d’unto e di muffa. Lo sguardo si avvicina e ci conduce dentro, verso una collina. Fino a qualche tempo fa - vanitosi! - era leggenda che una celebre canzone si riferisse al paesello - era Spaccaforno -, “Paese mio che stai sulla collina”, cantata dai Ricchi e Poveri, ma si sciusciuliava l’avesse scritta uno spaccafornaro emigrato, e ci piace assai, e ancora, questa increanza popolare. Ispica è una città che sorge e, a seconda di come ci si arriva, la si raggiunge da tre direzioni diverse, la si racconta e ci si rovescia.   Alcuni tentativi di raccontarla, fallendo. 1. Ispica sorge come un incanto in una splendida giornata di sole, uno sboccio di case sopra una collina e tra i vivaci colori d’oggi, così tanto di moda accesi, si mostra bella e ornata di pennacchi delle torri, dei palazzi, delle chiese barocche. 2. Ispica sorge contratta e stretta su se stessa nei giorni bui,...