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Alexandre O’Neill

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Arte popolare / Miguel Torga: l'universale è il locale meno i muri

Tutto iniziò quasi vent’anni fa. La strada che mi portò a esplorare più da vicino il Portogallo, la sua letteratura e, in particolare, l’opera di Miguel Torga, fu segnata dall’incontro con Keith Botsford, un grande spirito, per usare un’espressione obsoleta, impronunciabile nel nostro tempo, che ha fatto della rapida obsolescenza del significato delle parole un programma pedagogico.  All’epoca, a dire il vero, non ero completamento a digiuno di letteratura portoghese. Durante gli anni ottanta, mentre frequentavo l’università, ero stato testimone, dopo la pubblicazione de Il libro dell’inquietudine, della riscoperta di Pessoa e dei suoi eteronomi. Cosa che mi spinse a farmi un’idea del modernismo dello stesso Pessoa e dei suoi amici Sá-Carneiro, Almada Negreiros, Santa-Rita Pintor.   Mi incuriosì anche la pittura di Amadeo de Souza-Cardoso. Poi, agli inizi degli anni novanta, mentre ero in Francia, mi appassionai ai romanzi di José Saramago (che preferivo a quelli di José Cardoso Pires e di António Lobo Antunes). Riuscii a conoscerlo e, per circa un decennio, tenemmo una relazione epistolare costellata da alcuni dialoghi che poi pubblicai. Sempre in Francia conobbi Nuno...

Carteggi amorosi / Pessoa e Ophélia Queiroz: tutte le lettere d’amore sono ridicole

«Nella casualità della strada la casualità della ragazza / bionda: ma no, non è lei»: scrive Alvaro de Campos. Fernando Pessoa non potrebbe che sottoscrivere i versi del preferito fra i suoi eteronimi. Quella “ragazza bionda”, alla fine, arriva nella sua vita. Trentenne timido, isolato e sconosciuto, padrone soltanto della sua segreta opera letteraria, nella Lisbona degli anni venti Fernando si innamora di una gentile e minuta ragazza, dattilografa nella stessa impresa commerciale in cui lavora. Come può avvicinarsi al suo oggetto/soggetto amoroso? Escludendo a priori un contatto troppo diretto e sensuale, da cui sarebbe spaventato, non resta che un corteggiamento affettuoso, come quando i maschi delle gru cominciano ad emettere strida per attirare le femmine. Nel caso di Pessoa le strida sono parole sommesse, piccoli doni, letterine affettuose, teneri esorcismi, segnali che avvicinano e slontanano. Il suo è un passo esitante, impaurito, come accade all’inizio di ogni amore.      __title__ «Chi? L’infinito? / Digli che entri. / All’infinito fa bene / stare un po’ tra la gente» scrive Alexandre O’Neill. Pessoa il suo “infinito” se lo porta a spasso per le strade...