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Antoine Doinel

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La biblioteca di Atlantide / Fernand Deligny, Una zattera sui monti

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Antoine Doinel, il bambino protagonista di I 400 colpi di Truffaut corre sulla spiaggia verso il mare. Libero, pieno di gioia, Antoine si lancia verso l’acqua: il mare è l’incommensurabile. A suggerire questa memorabile scena, che chiude il film d’esordio del regista, è stato uno strano educatore oggi dimenticato, Fernand Deligny, uno dei personaggi carismatici della cultura francese del dopoguerra. Nato nel 1913 ha studiato da maestro elementare; per sbaglio finisce a insegnare in una classe differenziale a Parigi, una di quelle istituzioni dove vengono relegati i bambini difficili, caratteriali, con problemi di comportamento, ribelli e agitati. Qui, come racconta in I vagabondi efficaci (Jaca Book 1973, tr. di LNT, Giuliano Mangano e Francesca Rigotti), scopre la...

Pistoia ovest come Berlino Est

Il rompicapo dell’adolescenza   Ci sono vite che sono fuori dal radar, non entrano nelle rappresentazioni collettive dell’epoca in cui siamo, come ci fosse un casting per essere testimoni del proprio tempo e qualcuno non lo sappia, non gli interessi, non abbia voglia di stare in file. Per esempio chi da ragazzo non è né vittima né eroe, non è sulle barricate delle case occupate né dipendente da internet, non è talent né cervello in fuga, chi non ha fatto una start up e non abita in una smart city, chi non è stato abusato da piccolo né ha minacciato nessuno, chi non è un “angelo del fango” né in una gang di strada… Ogni tanto il dubbio ci viene, che l’universo sia assai diverso dalla sua rappresentazione attraverso il campione della cronaca, della saggistica e del discorso pubblico: in fondo eravamo avvisati, in un delizioso libro dal titolo L’infraordinario Geoges Perec notava che i quotidiani si occupano di tutto tranne che del nostro quotidiano, che l’informazione privilegia lo straordinario per stupirci, e si separa così da noi, dalle vite...