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The Apprentice

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Su Netflix / Tiger King, Trump e i simulacri

L’inglese ha un’espressione, guilty pleasure, che in italiano è solo parzialmente resa dalla traduzione abituale: “piacere proibito”. Se nella formula italiana si associa il piacere, molto cattolicamente, alla violazione di una regola o prescrizione, in quella anglosassone, particolarmente viva in America, l’esito è diverso. Il piacere che si prova dalla visione di un prodotto basso, trash, è “guilty”, letteralmente: “colpevole”. La valenza che siamo soliti associarvi è semplice: ci si sente in colpa del godimento ricevuto da una forma di intrattenimento volgare, facile, grossolana eppure diabolicamente appagante.    Qui, parlando di Tiger King, uno degli show di maggior successo mai pubblicati in questi anni di video on demand, proverò a riflettere sull’espressione in un significato ulteriore. Il piacere che produce è colpevole non solo in senso psicologico ma morale. E la sua colpa è presto detta: contribuire disinvoltamente alla normalizzazione di profili e comportamenti che avremmo, fino a poco tempo fa, definito aberranti. Reggetevi forte: c’entra anche Trump, e non di striscio.        Alcune parole per inquadrare l’oggetto per i pochi che...

Ritratti di Andres Serrano / Trump, opera d'arte?

Poco dopo l'11 settembre 2001, Andres Serrano, autore del controverso Piss Christ (1987), decise di “contribuire allo sforzo bellico”. Lo fece a modo suo, da artista, con la serie America (2002). Sono 49 ritratti, vivacemente colorati e della dimensione di un manifesto, una galleria dei personaggi che Serrano riteneva rappresentativi della realtà del suo paese: il rapper Snoop Dogg con il suo sguardo strafottente, l'ebreo ortodosso Abraham Schnitzer con i suoi riccioli biondi, un boy scout di nove anni, l'elegante e sensuale Chloe Sevigny, una coniglietta di Playboy con il suo costumino rosso, una Little Miss Yankee bambina con il suo diadema luccicante...  Tutti così tipici, così kitsch, con la loro unicità feroce, aggressiva, ostentata. Dunque tutti figli del conformismo che ci accomuna: l'identità come assemblaggio di diversità ricercate, costruita a qualunque prezzo. Per capire la differenza, basta ricordare gli “uomini del XX secolo” ritratti nei capolavori di August Sander, dove la diversità è figlia di un' identità radicata nel territorio, nella classe, nel genere. Serrano ha ripreso in altre occasioni lo stile di questi ritratti: ha fotografato anche un leader del Ku...

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