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Apuleio

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E chi recise all’oleandro un ramo? / Oleandro

Chiamano il mare, gli oleandri. Lo annunciano. Ridono a mazzi, nel mezzo delle autostrade, con colori solari: bianchi rosa rossi (anche gialli) sul verde cupo delle lance fogliari. Ti dicono che sei in arrivo, laggiù tra poco vedrai le dune, le spiagge con i gigli della sabbia (Pancratium maritimum), e il blu. Certo, se si vuole, anche le sdraio e gli ombrelloni oni oni…     Alfieri dell’estate mediterranea, l’accompagnano con lunga fioritura da maggio ad agosto. Rustici, sopportano qualche grado sottozero, cosicché anche al nord li possiamo coltivare in giardino. Facili e generosi – basta un rametto in acqua perché mettano radichette – sono un’essenza decorativa diffusa e vistosa. I fiori, raccolti in corimbi ai vertici delle frasche, sono tubolosi con girandole, semplici o doppie, di cinque petali dal cuore cigliato. A fine ciclo producono un bruno follicolo fusiforme che a maturità si apre liberando i semi, di pappi dotati per il volo. Le foglie, verticillate in serie ternaria con saldi piccioli ed evidenti nervature centrali, sono persistenti e fanno una macchia di lame coriacee che ispira un vigore elastico, specie nei giovani rami assurgenti.    ...

I paradossi di Catullo

Il libro di Catullo si chiama Libro di Catullo (Catulli Veronensis liber incipit, questa è l’intitolazione  dei due codici migliori, G e R, Sangermanensis Parisinus e Vaticanus Ottobonianus, rispettivamente). Un titolo così semplice e neutro è un unicum nella letteratura latina. Eppure non mi pare che i traduttori lo rispettino molto, se è vero, com’è vero, che le librerie sono piene di Carmi e Canti e Versi e Poesie di Catullo. Tanto, si dice, non gliel’ha mica messo Catullo un titolo così. Così come, si dice anche, non è certo di Catullo l’ordine dei centosedici testi dell’opera. Che è un ordine metrico, tripartito: prima testi brevi (in genere endecasillabi faleci), poi testi lunghi, complessi (definiti dagli studiosi carmina docta, come se gli altri fossero stati scritti da un semianalfabeta) e infine epigrammi in distici elegiaci che si dilatano fino alla prima elegia della letteratura romana antica (il numero 76 della serie).   Non so su cosa  filologi e critici fondino la loro assoluta sicurezza che una tale disposizione non possa risalire all’autore. Per loro...

Furio Jesi

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     Furio Jesi è uno studioso dall’impressionante varietà di interessi e dalla straordinaria capacità di scrittura, capace di far saltare i confini tra le discipline attirando su di sé un'attenzione proporzionale alla quantità di temi affrontati e alla complessità dei testi prodotti. Precoce egittologo e critico letterario, si è ritrovato, all'apice di un troppo breve itinerario intellettuale, germanista e mitologo di rilievo: non è facile circoscrivere gli interessi vasti e profondi di questo enfant prodige colto e geniale, di origine ebraica ma agnostico, militante radicale e poligrafo folgorante, che,...