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Arthur Conan Doyle

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A proposito di Nondimanco / Il caso, i casi

Parlerò della via, lunga e tortuosa, che mi ha portato a scrivere il mio ultimo libro: Nondimanco. Machiavelli, Pascal, pubblicato da Adelphi. Mi auguro che coloro che mi ascoltano siano invogliati a leggerlo.    1. Partirò dal titolo che ho scelto per questa lezione: Il caso, i casi. L’omonimia che esiste in italiano tra “casualità” e “caso”, in quanto genere letterario, rinvia al verbo latino cadere. In altre lingue l’omonimia non esiste, oppure appare in forma attenuata. In inglese, per esempio, il titolo della mia lezione suonerebbe così: Chance and Cases. In francese, Le hasard et les cas. In tedesco, Der Zufall und die Fälle. In spagnolo, La casualidad y los casos. Nella traiettoria di ricerca di cui parlerò sia la casualità sia i casi sono stati, come si vedrà, decisivi. Carlo Dionisotti, il grande storico della letteratura italiana, scrisse una volta: “Per mero caso, ossia per la norma che presiede alla ricerca dell'ignoto (1)”. È un’osservazione perentoria, com’era nello stile di chi l’ha pronunciata. Ma il caso può essere prodotto? E se sì, come? E in che misura, e in che modo, si intreccia eventualmente al caso in quanto genere letterario? A questa, e ad altre...

Il romanzo poliziesco / Leonardo Sciascia, Il metodo di Maigret

«Io vagheggio da sempre uno stato che abbia una polizia come quella guidata da Maigret, intelligente e umana al tempo stesso». Parole di Leonardo Sciascia, lettore fedele dei libri di Georges Simenon ma, ancor più, scrittore che vigilava sull’andamento della cosa pubblica, sul rispetto dei diritti civili, sull’equilibrio tra i poteri. Parole, affidate da Sciascia a un’intervista del 1982, che bene illustrano il senso complessivo (squisitamente, intrinsecamente politico) dei suoi interventi dedicati al romanzo poliziesco, ora raccolti da Paolo Squillacioti – con la perizia filologica che i lettori dei libri adelphiani di Sciascia ben conoscono – nel volumetto Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo (Adelphi, 2018, 191 pp., € 13).  Al commissario creato da Simenon e, più in generale, alla storia, al ‘funzionamento’ e agli stereotipi del romanzo poliziesco Sciascia ha dedicato un’attenzione ben più che trentennale, se consideriamo il lungo apprendistato da lettore vorace di ‘gialli’ e poi le scritture saggistiche, più o meno brevi, qui raccolte: che vanno dal 1953 fino alla morte, considerando che l’ultima, una Nota al bellissimo romanzo di Geoffrey Holiday Hall La fine...

Compiere l'impossibile / Houdini. Escamotages magici per tempi angusti

Zampano circus. Immagine eloquente: Ehrich Weisz a testa in giù si esibisce in un numero di evasione. È appeso nel vuoto, fuori dal cornicione del settimo piano di un palazzo newyorkese con le caviglie legate in alto e una camicia di forza stretta attorno al busto. Ha il volto paonazzo, il sangue che gli pulsa alle tempie spinto verso il basso dalla forza di gravità. Sta pensando alle conseguenze, un attimo prima di essere colto dal panico. Tutti gli occhi sono su di lui. Fallire è morire. Restare nella camicia di forza significa tornare alla povertà, per lui e per sua moglie Bess. La gente non aspetta altro, vederlo penzoloni mentre si dimena, mentre procrastina quella sequenza di movimenti che questa volta non riesce: spalla su, gambe tese, busto in alto, spalla su, gambe flesse, busto in basso. Non gli riesce. Riprova. Non va. Riprova. Non funziona. Che succede? Riprova di nuovo. L’ha fatto in passato, è così che si è tirato fuori dalla miseria.  Forse sta sbagliando. Tenta ancora, questa volta con una sequenza diversa: gambe tese, busto in dentro, spalla in su. Non gli riesce, non sta riuscendo. Cambia ancora: busto fuori, spalla giù.  Niente. Non funziona. È in...

La palude di Grimpen

Ho sempre avuto un’ammirazione smisurata per Sherlock Holmes. Tutto cominciò con uno sceneggiato televisivo in varie puntate quando la TV era ancora in bianco e nero sul finire degli anni ‘60: L’ultimo dei Baskerville, ovvero la versione italiana de Il mastino dei Baskerville, forse il più affascinante dei racconti del mitico detective usciti dalla fantasiosa mente di Sir Arthur Conan Doyle. La storia inizia nell’indaffarata Londra di fine ‘800 con un eccellente Nando Gazzolo, attore di teatro di quegli anni, che recita nei panni di Holmes. E prosegue, la storia, nella nebbiosa e uggiosa landa a brughiera e paludi che ancora oggi caratterizza quello sperduto territorio di Dartmoor nel Devonshire. Sentite un po’:   “Sì, dottor Watson, sulla landa lei troverà molte cose singolari! Oh, mi scusi un attimo, quella è certamente una ciclopide”. Una farfallina o falena si era inoltrata svolazzando sul nostro sentiero, e in un batter d’occhio Stapleton si era messo a inseguirla con una vivacità e un’energia straordinarie. Con mio grande sgomento l’insetto prese a...

Pornotopia

Com’è cominciato tutto? Com’è accaduto che siamo arrivati sino a questo punto? Prima della tavernetta di Arcore, prima delle grotte di Villa Certosa, delle piscine sotterranee, della lap dance, delle serre, dei letti girevoli, dei grandi divani, delle case arredate secondo i desideri di un Peter Pan fallocratico, delle Neverland sarde o delle ville pornobrianzole, cosa c’era? Tutto ha inizio con un giovane laureato in psicologia, Hugh Hefner, congedato da poco dall’esercito. Siamo nel novembre del 1953, in piena Guerra fredda, quando giunge nelle edicole americane una nuova rivista priva di data e di numero progressivo: pezzo unico. Si chiama Playboy e vende in pochi giorni 50.000 copie. All’epoca in America vigono leggi severe contro la pornografia, che limitano la distribuzione e la vendita di testi ed immagini di contenuto sessuale sia nelle edicole sia per posta. Non esiste la controcultura con le sue provocazioni e il Greenwich Village è solo un luogo un po’ bohemien; la Beat Generation deve debuttare, mentre Elvis guida ancora un camion a Memphis; inoltre, chi va in giro con una copia di Tropico del Cancro di Henry...