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Benjamin Netanyahu

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La decisione di Israele

Saranno decisive per la natura e il volto dello Stato d'Israele le elezioni anticipate programmate per il 17 marzo dell'anno prossimo. Decisive perché i votanti saranno chiamati a scegliere tra due visioni del mondo: l'una fondamentalista, l'altra laica. Attenzione. Non ci saranno due liste opposte; all'interno dei due blocchi ci sono, a loro volta, vari partiti e partitini ognuno con la propria agenda particolare e propri interessi settoriali da difendere. E sarebbe pure riduttivo e errato parlare di una contesa tra una destra e una sinistra; la composizione della scena politica israeliana è molto più articolata e fluida. E allora non rimane che spiegare perché di due visioni del mondo si tratta. Facendo un passo indietro, come in certi gialli d'antan.   Ai primi di dicembre dunque Netanyahu ha deciso di licenziare due ministri del suo governo: Tsipi Livni e Yair Lapid. Sono due leader di due movimenti centristi. Ufficialmente sono stati accusati di aver voluto minare la posizione del primo ministro e questo licenziamento ha portato allo scioglimento della Knesseth, il parlamento. In realtà, la resa dei conti...

Gli opposti conformismi e la questione mediorientale

“La soluzione possibile, quella vera, la conoscono tutti. Bisognerà solo decidere quante morti inutili di palestinesi e di israeliani vogliamo ancora mettere tra il nostro presente e la pace, quella dell'unica soluzione”. Sono passati oltre dieci anni da quando, in un auditorium del Nord Italia, a Pavia, David Grossman diceva queste parole profetiche, drammatiche, a una platea che per lo più chiedeva invece identità, e uno specchio in cui definirsi.     Capita spesso così, quando l’insopportabile eterno ritorno della violenza e della guerra mediorientale riporta in homepage questa lunga tragedia. La tragedia, una storia intricata, fatta di molti torti e di ragioni lontane e sbiadite, diventa lo sfondo lontano. In primo piano, nei dibattiti e sui social network, esplodono le grida di un tifo che, da entrambe le curve, sembra dimenticare spesso ogni senso della proporzione, soprattutto se attenzioni e parole spese vengono raffrontate con tragedie ed eccidi che, ad ogni latitudine, generano dolori insanabili e traumi nel silenzio uniforme dell’opinione pubblica occidentale. Non c’è al mondo storia...