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Carlo Cattaneo

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La lingua cambia / L’“alternativa” che è quasi scomparsa

“Questo significa che a giugno ci siamo trovati senza contratti, dunque senza stipendi [...]. Due erano a quel punto le alternative. O dire: «ok, noi ci mettiamo a fare altro, ce ne andiamo in vacanza, e quando i contratti sono pronti ci chiamate, sempre se ci saremo» [...]. Oppure [...] metterci subito a lavorare (da giugno) senza contratti, senza stipendi e senza niente”: parole di Nicola Lagioia, Strega 2015, a proposito del Salone del libro di Torino, che dirige dal 2017.  Quanto ad alternativa, i giochi son fatti almeno dalla fine del secolo scorso. Era il 2000. Il Grande dizionario italiano dell’uso diretto da De Mauro glossava:“ciascuna delle soluzioni che possono essere scelte”. È il valore con cui Lagioia si serve di alternativa.    E il tradizionale valore di “situazione nella quale non si offre che la scelta tra due sole cose o soluzioni possibili”? Già passato in secondo piano. Questa glossa del Grande dizionario della lingua italiana ha però a suo fondamento un uso secolare nella lingua letteraria.  Carlo Cattaneo fornisce ricorrenze indiscutibili, in proposito: “La questione da deliberarsi non era una sola; e perciò non poteva onestamente ridursi...

Generazione Letta

In giacca e cravatta, in piedi davanti alla tribuna, con dietro l’albero di Natale e le lucine sfavillanti a intermittenza, Enrico Letta ha proclamato il 2013 l’anno della svolta generazionale. Di colpo, ha detto, l’Italia ha recuperato trent’anni nel calendario. Parlava, naturalmente di se stesso (classe 1966), di Angelino Alfano (classe 1970) e Matteo Renzi (classe 1975).     Da qualche tempo il tema della generazione è diventato un refrain in molti discorsi, visto il permanere di un blocco lunghissimo nel ricambio della classe dirigente. Punto e a capo? Forse sì, anche se resta da capire cosa sia esattamente una generazione, e di quale generazione parli Letta nel suo orgoglioso discorso di fine anno.   Una prima risposta la possono fornire i dizionari etimologici. La definizione canonica è: “atto del generare fondamentale per far proseguire la presenza degli umani nel mondo”, ovvero “la discendenza di padre in figlio”; cui segue: “l’insieme di coloro che hanno all’incirca la medesima età”; e infine una terza definizione: “tutti coloro che pur...

Fine estate in Valtellina

Salivamo nella notte verso San Bernardo (1200 metri) tra violenti getti d’acqua e non si capiva se era la tanto attesa pioggia che avrebbe rotto la torrida estate. Il mattino dopo, scendendo verso Ponte in Valtellina, ho capito che l’acqua serviva per innaffiare i meleti e i terrazzamenti delle vigne.   La Valtellina infatti è il risultato di una faticata lotta tra l’uomo e la natura e espressioni come “far legna per l’inverno” o “mettere fieno in cascina” trovano una esatta rispondenza nel paesaggio che ti circonda. Terra di economisti, astronomi, filologi, montanari e sciatori, ha l’unica scintilla di invenzione, a meno che si voglia tirare in ballo il narratore ‘verista’ Bertacchi, nella finanza ‘creativa’ dell’ex ministro Tremonti. Se non fosse nemica di ogni retorica la Valle proclamerebbe Ponte la sua “perla”, per le infinite sfumature di grigio delle pietre dei suoi nobili palazzi, delle chiese e delle case che si contrappuntano al verde nascosto dei giardini privati. A Ponte avvenne un incontro, a suo modo storico, tra due grandi indagatori dell’Italia...