raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Categorie

Elenco articoli con tag:

Cees Nooteboom

(4 risultati)

33 poesie / Cees Nooteboom: viaggi, isole, tombe

L’occhio del monaco è un libro di poesie di Cees Nooteboom tradotto nel 2019 da Fulvio Ferrari per Einaudi, che segue Luce ovunque, uscito nel 2012. Nooteboom è autore di libri di viaggio, saggi, romanzi, poesie, nato all’Aia nel ’33, che ha viaggiato sin da giovanissimo in tutto il mondo, aprendosi e aprendo la sua scrittura a tutte le influenze, lasciandosi contagiare da passioni e rituali, mescolandosi con altri tempi e altri luoghi. L’isola dei monaci è il luogo dove ha iniziato a scrivere questa ultima silloge, un’isola nel cui stemma vi è un monaco grigio al cui occhio non si può sfuggire, che tutto vede e tutto rassicura, ma più di ogni altra cosa invita a vedere. La costruzione del libro ricorda questo occhio da cui sembra non voler uscire, dove sembra voler sostare; una costruzione circolare, come se perimetrasse l’isola o come se perimetrasse l’occhio del monaco, portando ogni verso avanti ma al contempo indietro. Lo schema metrico sempre uguale contiene incontri e sogni lungo trentatré poesie: sono descrizioni di immagini oniriche, talvolta surreali, altre realistiche. Pochi sono gli interni, nei quali spicca come oggetto il letto, molti gli esterni, moltissimi gli...

Questa nostra vita / Dulcamara

Melanzane, pomodori, peperoni e peperoncini in giardino o sul balcone? Perché no! Sono piante belle nei fiori e nei frutti e gli inglesi le hanno accolte nelle loro aiuole da tempo.  Solo con le patate avrei qualche dubbio. Nessuno invece per il tabacco (Nicotiana tabacum) e  per tutte le nicotiane ornamentali dagli attraenti fiori imbutiformi e multicolori. Che hanno in comune queste essenze? Appartengono tutte alla numerosissima e importante famiglia delle Solanaceae, con esemplari che da tempo rallegrano il verde di casa come petunie, Dature e Brugmansie. Ma a queste ultime ho già dato. Vorrei invece soffermarmi sul Solanum jasminoides e sul Solanum rantonnetti, entrambi originari del Sudamerica. Il primo, sarmentoso, vuole un sostegno cui affidarsi e può svilupparsi in altezza anche oltre i cinque metri, oppure lo si può lasciar libero di ricadere a cascata dall’alto. L’aggettivo lo assimila al gelsomino con cui, in verità, poco lo accomuna: forse per le stelline candide (o cilestri) a cinque petali, ma il cuore di antere gialle e stilo pronunciato è come quello dei fiori di patata, paragone ai miei occhi non declassante, e la lieve fragranza serale non è comparabile...

Il sabato del villaggio / Kate Moss dal vero

La galerie de L’instant di rue Poitou a Parigi ha da poco inaugurato una mostra dedicata a Kate Moss. Ci vado in un giorno feriale intorno all’ora di pranzo. La mostra presenta foto di vari autori, da Mary McCartney a Paolo Roversi, da Bert Stern a Bettina Rheims. Alcune appese, alcune appoggiate alle cassettiere, altre senza cornice, racchiuse in grandi albi da sfogliare, proprio come album di famiglia.   Mi aggiro nella piccola galleria osservando con gli occhi, ora di Corinne Day ora di Marc Hispard, sempre lo stesso soggetto, la stessa donna. Fino a quando dietro le pose appoggiate al pavimento intravedo una fotografia con ritratti Romy Schneider e Alain Delon: sono abbracciati, giovani, entrambi sorridenti in uno scatto in bianco e nero. Scosto qualche “Kate Moss” e afferro la foto con Romy Schneider per osservarla meglio, ma a mia volta mi sento osservato. Come uno sguardo sulle spalle. Un poco infastidito rimetto a posto la fotografia e voltandomi mi ritrovo in un racconto di Cees Nooteboom come ci descrive Elio Grazioli.   Assuefatto forse alla sua immagine stento a riconoscere di fronte a me non l’ennesima fotografia ma il...

Cees Nooteboom. Raccontare la fotografia

Una coppia litiga perché lei è tutta concentrata nel fotografare i lampi, dopo poco lui viene colpito e ucciso da un fulmine. Uno scultore, che osserva la donna e sembra voglia trarne una scultura, alla fine ne fa una dell’uomo fulminato.   Uno dei libri più belli sulla fotografia uscito nel 2010 è la raccolta di racconti di Cees Nooteboom Le volpi vengono di notte (Iperborea), uno dei quali ho riassunto qui sopra. Tutti hanno la fotografia come argomento, una o più fotografie, la fotografia. Nooteboom non è nuovo alla faccenda, aveva già scritto un bel romanzo breve con protagonisti un fotografo e la sua modella giapponese, Mokusei, e il bellissimo testo in appendice a Hotel Nomade dedicato al fotografo Eddy Posthuma de Boer che lo ha accompagnato nei suoi viaggi, ma questi racconti sono una sorpresa e scoperta dopo l’altra. La fotografia non vi è come pretesto o puro spunto narrativo, Nooteboom ha proprio voluto scrivere un libro sulla fotografia. Tutto di ciò che si narra, di ciò che si legge, diventa come se si potesse dire lo stesso della fotografia. Per esempio, in Paula, il...