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David Mitchell

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Cloud Atlas

In un bell’intervento pubblicato giovedì su doppiozero, Luca Scarlini ha raccontato la fatica e il piacere provati durante il lavoro di traduzione di L’atlante delle nuvole di David Mitchell, confessando i suoi timori alla viglia della visione del film che i fratelli Wachowksi e Tom Tikwer hanno tratto dal romanzo.     Come dice giustamente Scarlini, di fronte a Cloud Atlas in molti hanno storto il naso e la critica si è divisa tra accusatori e difensori. Questo perché Cloud Atlas, per noi che l’abbiamo già visto (e non abbiamo letto il romanzo), si pone come un film magniloquente, ambizioso e forse fuori tempo massimo. Se è vero infatti che segno della contemporaneità è una voce che toglie invece di aggiungere, che suggerisce invece di spiegare, Cloud Atlas è tutto ciò che un film contemporaneo non dovrebbe essere. Eppure, al tempo stesso, nella forza puramente cinematografica del suo sforzo di rappresentare quella che Scarlini chiama la “catena del destino”, è una sorta di film spudorato, una voce unica e insieme molteplice, una voce sinfonica, che si fa...

La catena del destino: su Cloud Atlas romanzo e film

Nel 2004 ho trascorso molto tempo congedandomi per il momento dalla traduzione di narrativa, nel match affascinante e complicato con un romanzo cifrato e incatenato dal titolo L’atlante delle nuvole, notevole opera di David Mitchell. Un’opera piena di slang, neologismi, apax legomenon, e altre meraviglie linguistiche: il tutto connesso in una serie di vicende che hanno un unico comune denominatore. Il principio che ispira il libro, strutturato in sei storie fra di loro strettamente connesse, è infatti quello di una specie di allineamento delle anime durante i tempi, entità destinate a rivivere le stesse esperienze in momenti diversi della Storia. Alcune creature predestinate portano un segno, a forma di stella, che le identifica per determinate prerogative di visione (che spesso contribuiscono a portare quelle fortunate creature alla rovina). Per realizzare una versione italiana (firmata insieme a Lorenzo Borgotallo), di questa polifonia linguistica, è stato necessario un lungo dialogo con l’autore. Nel frattempo si creava, con gli ovvii décalages tra un paese e l’altro, in merito ai tempi editoriali, un team di traduttori che...