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Edoardo Albinati

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Il metodo e il reale / “L'immagine e la parola” – Locarno, 10/12 marzo

«Scrivere fiction non significa aggiungere svolazzi di fantasia alla realtà, significa togliere, sottrarre, selezionare parti del reale». Con queste parole di Edoardo Albinati riesce a catturare e riassumere il focus de L'immagine e la parola  di quest'anno (Locarno, 10-12 marzo 2017). Giunto alla sua quinta edizione, lo spin-off primaverile del Festival del film Locarno fin dai suoi esordi si propone di indagare, con ospiti prestigiosi e autorevoli, il rapporto che intercorre tra parola scritta (letteratura, poesia, sceneggiatura) e immagine (cinema, ovviamente, ma anche serialità e fumetto). La manifestazione di quest'anno ha fatto emergere con più decisione del solito l'inevitabile convitato di pietra, vale a dire il reale.    A codirigere l'edizione di quest'anno, i due curatori Carlo Chatrian (da cinque anni direttore del Festival) e Daniela Persico hanno chiamato proprio Albinati, scrittore e sceneggiatore, vincitore nel 2016 del Premio Strega con l'imponente La scuola cattolica; il quale, a sua volta, ha voluto con sé due registi con cui dialogare: Marco Bellocchio (con il quale ha cosceneggiato il recente Fai bei sogni) e Cristian Mungiu, vincitore della...

Scrivere del padre

Un lungo sguardo unisce Maddalena Rostagno e suo padre Mauro, così si apre Il suono di una sola mano (Il Saggiatore): tesi e muti si fissano per lunghi minuti. Sono reduci da un litigio e nessuno dei due vuole fare il primo passo. Quella è l’ultima volta che s’incontrano: Mauro Rostagno sarà ucciso in un agguato mafioso e Maddalena dovrà ricostruire la storia di suo padre per dare forma anche alla propria. Le due vite confluiscono una nell’altra, dove è mancata la parola del padre sarà la scrittura della figlia a riordinare uno spazio abbandonato tra i rottami delle calunnie e la burocrazia dei verbali.   Il padre ha perso ai giorni nostri la capacità di proteggere e di decidere. Il potere paterno si è distribuito e parcellizzato all’interno di reti di affetti che si estendono ben oltre l’angusto ambito famigliare borghese, o piuttosto piccolo-borghese. Complice il progresso scientifico che ha allungato la vita come mai prima, il padre è sempre più un vecchio padre, un uomo smarrito e incapace di ogni forma d’imposizione sui figli quanto di controllo sul proprio...

In ricordo di Lidia De Federicis

  All’inizio della scorsa estate è scomparsa Lidia De Federicis. Ottantunenne, torinese, per lungo tempo insegnante di lettere al Liceo Gioberti, ha legato il suo nome al manuale di letteratura per la scuola superiore Il materiale e l’immaginario, progetto condiviso con Remo Ceserani. Un monumentale libro-antologia per il triennio, ormai mitologico, edito da Loescher nel 1981, rivoluzionario nell’impostazione e straordinario per l’offerta, capace di mettere in moto virtuosi circoli testo-critica e di fungere da soglia che dischiude mondi per moltissimi studenti. De Federicis lo considerava un’opera ‘illuminista’, nata nel mondo della scuola, e di fatto è il precipitato della sua attività letteraria e della passione civile e politica, nella sinistra socialista, nella Cgil, nel Comitato per la laicità della scuola.   Era un’intellettuale che ha sempre considerato strategico e prioritario il momento pedagogico ed educativo della scuola rispetto a quello della ricerca che pure ha praticato con gusto e perizia, a una certa distanza dall’Accademia. E dopo la scuola si è dedicata...