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Gabriel García Márquez

(12 risultati)

La nazione delle piante / Angela Borghesi, La camelia

Durante le vacanze, nell’ora della siesta, Fermina Daza appare nel cortile di casa seduta sotto i mandorli, accanto alla zia, entrambe ricamano. Un giorno di gennaio, entrata la zia in casa, Fermina si ritrova fuori da sola; allora Florentino Ariza, frastornato dal sole e dal desiderio, può consegnarle il biglietto in cui le promette ciò che vi è di più raro: l’amore imperituro.  È difficile dare in pegno il tempo in una terra in cui il caldo fa marcire ogni cosa rapidamente, tuttavia è ben noto come il tenace protagonista de L’amore ai tempi del colera riesca nel suo intento.    Siamo nella seconda metà dell’Ottocento in una città immaginaria del Caribe colombiano. Florentino Ariza è un giovane richiesto, balla la musica alla moda, suona il violino, sa recitare a comando le poesie d’amore, è elegante, dall’aspetto malinconico ma non trascurato. Il suo mucido sentimentalismo è preso di mira dalla voce narrante, ma, al contempo, la sostanza verbale di cui è fatta quest’ultima si nutre dell’inscalfibile dandismo del personaggio, lasciando sulla pagina mirabolanti esempi di un poeticizzare gioioso attraverso il linguaggio comune, mentre opera un abbassamento della...

Cile / Pedro Lemebel, Le perle della transizione

Quando militava nel collettivo Las Yeguas del Apocalipsis, Pedro Lemebel  (1952 – 2015) metteva i tacchi neri per rivendicarne la funzione sociopolitica. Erano in due, lui e Francisco Casas, ma sembravano una moltitudine, dal baccano che facevano durante le loro acciones (una variante guerrigliera della performance artistica). Lemebel metteva i tacchi neri per parlare da una prospettiva portata a maggiore altezza dalla terra, che lo potesse sostenere mentre cercava di rompere, trafiggendolo con le punte a spillo, l’equilibrio ambientale di quell’ecosistema sociale basato sulla microfisica del maschilissimo fottere per primi per non essere fottuti.  Le Giumente (yeguas, in spagnolo) si associarono alla fine degli anni Ottanta per sopravvivenza – attraverso l’esercizio del desiderio artistico e politico agito con urgenza – all’autoritarismo di Pinochet che, con la sua brutale politica economica, aveva già ottenuto ciò che si era inizialmente prefisso: la sistematica umiliazione dei cittadini attraverso misure d’impoverimento programmato.     Con un arsenale di sale, corone di spine, piume di struzzo, elegantissimi abiti di pizzo nero, uccellini imbalsamati,...

Limiti e libertà / Manuel Puig, l'indefinibile

“Quel tanto di vita in più che si conquista leggendo non discrimina tra grandi opere d’arte e letteratura d’intrattenimento, fanno parte della mia vita e la scalinata di Odessa dell’Incrociatore Potemkin e inseguimenti alla diligenza visti nel più smandrappato dei western” scriveva Umberto Eco in un articolo, pubblicato sul Corriere della Sera, che si intitolava “Perché leggendo vi allungate la vita”.  Libri e film, quale che sia il loro valore artistico, arricchiscono la memoria di ricordi ed esperienze altrettanto nitidi che il vissuto.    Nell’immaginario dello scrittore argentino Manuel Puig, certamente i ricordi della cittadina di provincia in cui era cresciuto s’intrecciavano con quelli dei film visti al cinema anche due, tre volte a settimana assieme alla madre – e anche con lo sguardo entusiasta di lei, o con il fascino ineguagliabile di quelle attrici bellissime, gli restituivano per la prima volta l’immagine di donne certo ancora non indipendenti ma da cui traspariva un’ombra di ribellione e una lezione di libertà. Tutto ciò, insomma, che contribuì a costruire il suo immaginario, il suo sguardo sul mondo, il suo modo di percepire – e restituire – la...

Tempo di libri – incipit / Fine del gioco, Julio Cortázar

Oggi è l'ultimo giorno di Tempo di Libri, ma il nostro speciale doppiozero | Tempo di Libri resta: continuiamo oggi con gli incipit dei romanzi più amati.   «Con Leticia e Holanda andavamo a giocare sui binari del Central Argentino nelle giornate calde, aspettando che mamma e zia Ruth cominciassero la loro siesta per scapparcene via dalla porta bianca.»   Questo è l’incipit di “Fine del gioco”, un racconto di Julio Cortázar contenuto nella raccolta omonima pubblicata la prima volta nel 1956 da una casa editrice messicana e che qui citiamo dal volume italiano dei racconti completi a cura di Ernesto Franco.     In questo racconto Julio Cortázar narra la storia di tre sorelle cui piace uscire di casa all’insaputa della mamma e della zia per andare a giocare a quella che si potrebbe definire una variante da viaggio del gioco delle belle statuine: «Aprivamo lentamente la porta bianca, e nel richiuderla era come un vento, una libertà che ci prendeva per mano, per tutto il corpo, e ci lanciava in avanti. Allora correvamo dandoci la spinta per arrampicarci con un balzo sulla breve scarpata della ferrovia, e appollaiate sul mondo contemplavamo silenziose il nostro...

New York Public Library / Wiseman. Ex Libris

La New York Public Library è una delle biblioteche più famose del mondo. In 1997. Fuga da New York (1981), in una Manhattan fuori da ogni legge, la NYPL è il quartier generale del Duca, il perfido criminale che domina la città. Nella prima scena di Ghostbusters (1984), le ordinatissime schede del catalogo, spinte da una forza misteriosa, schizzano fuori dai cassetti e volano nello spazio, terrorizzando la bibliotecaria.    Quello che l'immaginazione hollywoodiana non ha saputo prevedere è il presente della biblioteca, quello che racconta Frederick Wiseman in Ex Libris, il documentario presentato in concorso alla Biennale di Venezia nel 2017. Sono 3 ore e 17 minuti in cui i libri sembrano diventare fantasmi. Se ne vedono pochissimi, malgrado i 53 milioni di unità (volumi, opuscoli, mappe, video...) conservati nei suoi depositi. Per un attimo si intravede il primo libro stampato a caratteri mobili, la celeberrima Bibbia di Gutenberg (anche se all'inizio avevamo sentito dire che il volume non era al momento disponibile). I partecipanti a un gruppo di lettura discutono di sentimenti tenendo tra le mani le copie consunte di Amore ai tempi del colera di Gabriel García Marquez...

Un libro di Maurizio Bettini / Contro le radici

«Eravamo disposti ad ammettere qualsiasi cosa, ma non di essere cominciati dai piedi». Sono parole del grande paleontologo André Leroi-Gourhan, uno dei maggiori specialisti dell’evoluzione umana, che continua affermando che la storia del nostro genere è fatta con i piedi, perché gran parte del nostro essere umani dipende dalla posizione eretta, per conquistare la quale i piedi sono fondamentali. Senza i piedi saremmo ancora tutti in una torrida depressione della Dancalia dove è nato l’Homo Sapiens. Nonostante questo, mai come negli ultimi decenni nelle retoriche politiche di certi movimenti localistici, identitari e spesso xenofobi si è sentita evocare così spesso la parola “radici”. I dibattiti politico-mediatici ne sono ormai intrisi, e le “radici” sono una sorta di fondamento per rivendicare una identità forte, altro elemento divenuto la cifra politica di alcuni partiti xenofobi a partire dalla Lega in Italia, fino al Fronte Nationale dei Le Pen padre e figlia in Francia, al movimento di Geert Wilders in Olanda, al Perussuomolaisset (i veri finlandesi) in Finlandia e a gruppi politici affini in Ungheria, Austria, Danimarca che hanno fatto dell’etnicità la loro chiave retorica...

Farfalle gialle d’Amazzonia

Durante un’estate lontana, mi trovai per caso (mi pare si volesse andare sulle spiagge del nord-est) sulle sponde del Rio Negro, non molto distante dal punto in cui questo confluisce con il Rio Salimões per formare il Rio delle Amazzoni. Le acque del Rio Negro sono di colore verde scuro per via di una sostanza acida detta acido umico che risulta dalla degradazione incompleta della vegetazione che ne ammanta le sponde nel suo percorso attraverso la foresta amazzonica: sono acque lente dotate di una notevole acidità che impedisce a molti insetti e pesci di popolarle. Al contrario, le acque del Salimões scendono più veloci, fangose, con il colore della senape, e sono ricche di piranha e di fauna ittica. Quando i due maestosi rii si incontrano, confluendo mollemente a forma di ipsilon, le due fiumane di color verde scuro e senape si affiancano per lungo tratto esitanti prima di mescolarsi alcuni chilometri dopo la città di Manaus e proseguire il loro lento fluire verso l’Atlantico.     Mi dissi che già che si stava da quelle parti sarebbe stato interessante dare un’occhiata, anche distratta, alla fauna di...

Viaje a la Semilla. Gabriel García Márquez 1948-1953

Giovedì 18 aprile 2014 Gabriel García Márquez è deceduto a Città del Messico, dopo 87 anni, 43 giorni, 9 ore, 12 minuti e 18 secondi dalla nascita, tempo tutto dedicato alla conoscenza, alla vita e ai suoi piaceri, alla specie umana e alla letteratura. In meno di ventiquattro ore il coro di lodi, aneddoti, orazioni funebri, canti, urla, testimonianze, pianti, ricordi e altro si è fatto – con le dovute eccezioni che fanno la regola – affollato, superficiale e in tanti modi volgare e grottesco. In quelle prime ventiquattro ore sono stati consumati, come minimo, milioni e milioni di quintali di carta patinata e da giornale e un po’ meno d’inchiostro; spesi decine e decine di milioni di euro in minuti e ore di notiziari, programmi e speciali televisivi; trasmissioni radio; interviste a specialisti, meno specialisti e chiacchieroni; milioni di euro in costi telefonici e tariffe internet. Vero è che mai prima d’ora nella storia della letteratura, dall’Artico all’Antartico, dall’Isola di Pasqua all’arcipelago Giapponese, dalla Cina e la Siberia fino al Corno d’Africa e l’...

La Reginetta di bellezza

Pan-American Highway è un viaggio lungo la spina dorsale delle Americhe in cui letteratura e creative nonfiction s’intrecciano per seguire i passi di autori d’oltreoceano noti e meno noti ai lettori italiani, avventurarsi nelle loro poetiche e, nel contempo, descrivere luoghi e raccontare persone conosciute lungo il tragitto.     Era il 30 gennaio del 1959, l’anno della morte di Ritchie Valens e Buddy Holly nel noto incidente aereo che avrebbe dato una virata decisa alla storia del rock and roll. Con una cerimonia carica di retorica ispano-equatoriale, Marvel Moreno veniva incoronata Reginetta del Carnevale di Barranquilla allo stadio Romelio Martínez. Già da un mese, quasi, contemporaneamente allo storico ingresso di Fidel Castro a L’Avana, l’augusto deretano di Fulgencio Batista era spiaggiato sulla sabbia morbida di Boca Chica, Repubblica Dominicana, prima di trovare rifugio definitivo sulle coste della Spagna franchista.   La bella adolescente, che dopo qualche anno diventerà una delle voci più brillanti della narrativa colombiana della seconda metà del Novecento, saluta mentre...

Bogotà col fiatone

Atterrando all’aeroporto El Dorado il segnalatore di altitudine, finalmente bloccato, indica 2654 metri sul livello del mare. L’aereo è fermo, ma siamo ancora molto su. Così è Bogotà, megalopoli colombiana di ottomilioniepassa di abitanti scomodamente sdraiata su un vasto altopiano della terza cordigliera andina, quella più a ovest, ben lontana dalla costa pacifica. In questa città eteroclita, fatta di pieni e di vuoti fisici come esistenziali, le cime montuose la fanno da protagonista: non solo incombono dall’alto con sguardo sopracciò (“le montagne hanno l’aria di volerci fare la morale” sosteneva Bachelard), ma regalano alle tavole esoticamente imbandite frutta gigantesca e selvaggina succulenta che, rispetto all’ottimo pesce al cocco del vicino Caribe, spicca per la sua aria greve e intensa. E poi, principalmente, le montagne costringono a rallentare: a quell’altezza tutto – a qualsiasi livello e di qualunque natura – va fatto con calma, perché ci vuole tempo per ogni cosa e l’ossigeno è poco, bastante a malapena per tirare avanti, per immaginare...

Carlos Fuentes, pensatore del boom latinoamericano

Il Messico è stato a lungo e per molti di noi la terra dei sogni della prima infanzia. Fino a mezzo secolo fa, era famoso non tanto per i suoi poeti quanto per la sua cinematografia e la sua musica. Chi, da ragazzino, non si vedeva attraversare deserti e praterie a fianco di Pedro Infante, diventare uno dei giustizieri impersonati da Jorge Negrete o essere fortunato con le ragazze come Miguel Aceves Mejía? Chi non desiderava svegliarsi tra le braccia sensuali della stupenda María Félix o ascoltare solo per sé le parole sussurrate da Agustín Lara o Toña la Negra quando interpretavano Solamente una vez, Vereda tropical e i migliori boleros della storia?   Fortunatamente per la mia generazione il cinema e la musica messicani si trascinarono appresso bravi scrittori. E tra questi uno giovane e assai dotato che sembrava uscito dalla macchina dei sogni. Di primo acchito la sua immagine non corrispondeva a quella di un poeta. Assomigliava più agli eroi dei nostri nonni, anche se presto avrebbe fatto parlare e discutere di sé e della sua opera in aule e salotti, bar e bettole frequentate da persone di ogni et...

Fabio Rodríguez Amaya. Giullari e narratori in Colombia

Anche questo mese la libreria di doppiozero è cresciuta: esce oggi Giullari e narratori in Colombia, un nuovo titolo doppiozero, da scaricare e leggere su tablet o su carta, stampando il pdf.   L’ebook, a cura di Fabio Rodríguez Amaya, presenta una scelta di racconti di alcuni tra i migliori scrittori colombiani degli ultimi decenni: Miguel Falquez-Certain, Luis Fayad, Dário Ruíz Gómez, Pablo Montoya, Marvel Moreno, Julio Olaciregui, Consuelo Triviño. Un panorama che illustra una realtà composita per temi e stili, accanto e dopo l’opera dei più noti Gabriel García Márquez e Álvaro Mutis, e che ben rispecchia quella di un paese vario, ricco di risorse e di contraddizioni e in veloce cambiamento.   Alcuni racconti sono apparsi sul numero 56/57 di “Nuova prosa” (ottobre 2011), edito da Greco & Greco, a cura di Federica Arnoldi e di Fabio Rodríguez Amaya. Accanto ai testi editi, l’ebook raccoglie un racconto inedito di ogni scrittore e il testo originale di tutti i racconti.       “Immaginando la Colombia come una...