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Gabriele D'Annunzio

(12 risultati)

Dizionario Levi / Studio

Il testimone, il chimico, lo scrittore, il narratore fantastico, l'etologo, l'antropologo, l'alpinista, il linguista, l'enigmista, e altro ancora. Primo Levi è un autore poliedrico la cui conoscenza è una scoperta continua. Nel centenario della sua nascita (31 luglio 1919) abbiamo pensato di costruire un Dizionario Levi con l'apporto dei nostri collaboratori per approfondire in una serie di brevi voci molti degli aspetti di questo fondamentale autore la cui opera è ancora da scoprire.   Nel secondo paragrafo della prima pagina di Se questo è un uomo Primo Levi scrive che il suo libro non aggiunge nulla in fatto di particolari atroci sui lager. Tutto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo. E poi specifica: Esso non è stato scritto allo scopo di formulare nuovi capi d’accusa; potrà piuttosto fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano. Sono parole molto conosciute, su cui molte altre parole sono state spese. Contini direbbe che non è più possibile operarvi “a caso vergine”, oppure che esse sono occultate dal bagliore della loro stessa familiarità con il lettore. Ma forse è possibile tentare qualche ipotesi inedita. Prima però partiamo dall’...

Città di vita / Giovanni Comisso a Fiume: Il porto dell’amore

Sul far della sera del 12 settembre 1919, Gabriele D’Annunzio sale le scale che conducono al balcone del palazzo del Governo di Fiume. Di fuori, la folla esulta; il poeta prende la parola: «Italiani di Fiume! Nel mondo folle e vile Fiume è oggi il segno della libertà; nel mondo folle e vile vi è una sola cosa pura: Fiume; vi è una sola verità: e questa è Fiume; vi è un solo amore: e questo è Fiume! Fiume è come un faro luminoso che splende in mezzo ad un mare di abiezione». All’alba di quello stesso giorno, febbricitante, D’Annunzio si era posto alla testa dei suoi volontari e da Ronchi (che da lì a poco tempo prenderà il nome odierno di Ronchi dei Legionari) era partito per prendere possesso della città portuale. «Fiume, c’est la lune», aveva risposto dopo la guerra il primo ministro francese Clemenceau alla richiesta dei diplomatici italiani di annettere la città (non inclusa negli accordi territoriali del patto di Londra siglato dall’Italia alla vigilia del suo ingresso in guerra). Perciò, per fermare la marcia dannunziana, furono spedite le truppe del generale Vittorio Emanuele Pittaluga. D’Annunzio venne intercettato con la sua Fiat Tipo 4 a un blocco stradale e fece spengere...

Amore e terrore / Romeo brucia (per) Giulietta

D’amore si brucia, s’impazzisce, come testimonia già Saffo. Un romanzo di Gabriele D’Annunzio pubblicato nel 1900 si intitola Il fuoco: non riscuote particolare fortuna, ma è noto per aver trattato la storia appassionata dello stesso vate con Eleonora Duse. Il protagonista si chiama Stelio Effreni, da “Ex frenis”, “senza freni”; e lei, Foscarina, ne «era attratta da un amore e da un terrore senza limiti». Amore e terrore? Dopo 10 anni D’Annunzio scrive Forse che sì forse che no, dove le commare si raccontano una tragedia che ha per protagonista il fuoco. Novella chiede: «Non conosci il fatto di Fondi, Vana?».   – Il pastore feroce aveva ventidue anni – disse Novella. – La vittima ne aveva ventuno. Si chiamava Driade. – Che nome strano! – Era bellissima e intrepida. Immagina che, dopo il primo tentativo di ratto, si provvide d’una rivoltella, e si esercitava contro i tronchi delle roveri. Non passava giorno ch’egli non la perseguitasse e non la minacciasse. – Era un ossesso d’amore. (…) Allora il pastore nella notte chiamò a gran voce l’amata. “Driade, svegliati! Sono io. Fuoco per fuoco!” – E appiccò il fuoco ai quattro lati della capanna. – Fu un attimo, tutto arse, tutto fu...

Vincenzo Consolo. Cento possibilità, un solo destino

I quadri posti sull’unica parete libera, nello studio della vecchia casa milanese nei pressi di via Solferino – il disegno di un San Girolamo nella caverna immerso nella lettura, un libro aperto posto dentro una teca di plexiglass con le parole cancellate e un solo brandello evidente “raccon” (opera di un artista concettuale), due planimetrie secentesche di Palermo e Messina tirate via dal Siciliae antiquae di Cluverio – aiutano a descrivere e rappresentare l’autobiografia pubblica dello scrittore siciliano; e, peraltro, assai meglio della puntuale e per molti irrinunciabile citazione iconica del Ritratto d’ignoto di Antonello da Messina, paradigma descrittivo tradottosi in luogo comune sull’autore, da quando Sciascia lo usò in quel delizioso articolo intitolato L’ignoto marinaio.   Proiezione di un Consolo, novello San Girolamo, immerso nell’archeologico scavo nei giacimenti della lingua e della storia; l’opera concettuale a significare, e insieme esorcizzare, il pericolo massimo di essere defraudati della memoria (con il connesso rischio dell’afasia); le mappe, infine, a indicare la finisterre tra un Occidente e un Oriente, la storia e la natura, il fatto nudo e crudo e la...

Scatti, palindromi e sonetti

Fabio Aru, che compie 24 anni il prossimo 3 luglio, ha nella sua storia il liceo classico e il ciclocross, due cose che male non fanno per un futuro campione. A Villacidro, capoluogo della provincia del Medio Campidano, il paese dove è cresciuto, ha iniziato a correre per la ASD Piscina Irgas 3C. Il nome della squadra ciclistica è quello delle molte cascate che circondano il paese; un’altra, Sa Spendula, pare sia stata addirittura immortalata in un sonetto di un giovanissimo Gabriele D’Annunzio reporter per la Sardegna nel lontano 1882.   Dense di celidonie e di spineti,  le rocce mi si drizzano davanti  come uno strano popolo d'atleti  pietrificato per virtù d'incanti.   Sotto fremono al vento ampi mirteti  selvaggi e gli oleandri fluttuanti,  verde plebe di nani; giù pei greti  van l'acque della Spendula croscianti.   Sopra, il ciel grigio, eguale. A l'umidore  della pioggia un’acredine di effluvi  aspra esalano i timi e le mortelle.   Ne la conca verdissima il pastore,  come fauno di bronzo, su 'l calcare,  guarda immobile, avvolto in...

Il Verdi di Paolini e Brunello

Due sere prima dello spettacolo Verdi, Narrar cantando di Marco Paolini e Mario Brunello un grillo è entrato nella sala del teatro “Valli” di Reggio Emilia. La cosa non avrebbe fatto notizia se il grillo si fosse limitato ad ascoltare gli Hagen, l’ensemble d’archi che quella sera aveva in programma il quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127 di Ludwig Van Beethoven. E invece il grillo ha deciso di dialogare con i musicisti e si è messo a suonare a modo suo.   Quando i teatri d’opera sono costruiti a regola d’arte, il frinire di un grillo è udibile quanto la vibrazione di una corda di violino. E allora? Panico in sala: ricerca frenetica del grillo fra palchi, palchetti e fregi dorati da parte delle maschere; colpi di tosse e sguardi nervosi e stupiti fra il pubblico che cominciava a entrare e non capiva chi potesse essere così maleducato da non spegnere il cellulare. O era forse un allarme? Comunque, una prova in più per affermare che non c’è più rispetto, che il mondo va a rotoli, che le stagioni concertistiche non sono più come quelle di una volta ecc....

Il presidente apostata. L'esame di maturità

Quando mi era stata comunicata la notizia, ai primi di giugno, all’inizio avevo pensato ad uno scherzo: nominato presidente di commissione agli esami di maturità presso il liceo linguistico della scuola cattolica più prestigiosa della città. La voce cominciò presto a circolare fra i colleghi e le battute presero a fioccare. Vedrai, lo spirito santo ti farà rinsavire; secondo me non ti lasciano neppure entrare; speriamo abbiano un buon sistema antincendio, coi fulmini che ti crepiteranno fra le tempie ... eccetera. Pochi tuttavia erano a conoscenza della natura profonda del mio sconcerto. Già, non l’avevo raccontato quasi a nessuno, ma già da parecchi anni avevo formalizzato il mio distacco dalla chiesa cattolica attraverso la procedura dello sbattezzo. Ero e sono ormai da tempo un apostata riconosciuto, come alcune migliaia di nostri connazionali, e sono stato quindi scomunicato ufficiosamente – ma per iscritto – con “latae sententiae” e sigillo episcopale. Chiunque fosse interessato all’esercizio di questo elementare diritto civile, reso possibile fin dal 1999 grazie a Stefano Rodot...

Il tema Italia nella letteratura italiana

L’Italia è un vero e proprio tema della tradizione letteraria nazionale, come ha potuto facilmente dimostrare Mariasilvia Tatti, autrice della voce “Italia” per il Dizionario dei temi letterari curato da R. Ceserani, M. Domenichelli, P. Fasano (Torino, UTET 2007, pp. 1237-1243). Può essere utile, tenendo presente la scheda di Tatti (magari arricchendola con qualche altro riferimento, nonché spuntandola dei titoli non italiani, dei quali in questa sede non possiamo tenere conto) censire sommariamente le occorrenze del tema nella letteratura nazionale. Non certo una cernita esauriente di tutte le opere che, più o meno direttamente, evocano, nominano, o genericamente rimandano all’Italia (sarebbe impresa titanica da destinare semmai a una pubblicazione a sé) quanto piuttosto, più modestamente, un rapido compendio delle opere – o di loro parti significative – nelle quali essa, come patria o come nazione, come stato o come territorio, è tematizzata manifestamente.   Dovrò dunque rinunciare a prendere l’abbrivio soffermandomi su quell’enfatico “Italiam, italiam...

Corylus colurna / nocciolo di Costantinopoli

Molti milanesi storcono il naso di fronte alle squadrate architetture della Bicocca e si lamentano del verde lesinato, irreggimentato nelle linee ortogonali dei viali o nella scacchiera di cemento di piazza dell’Ateneo nuovo. Un verde costruito, piegato alle geometrie urbanistiche, metafisico. A me la Bicocca piace così, anche per quest’uso matematico del verde. E poi perché riserva piacevoli sorprese: i dislivelli pedonali consentono talora inaspettate prospettive aeree da cui osservare alberi e cespugli, il glicine scompiglia la regolare fuga dei pergolati intorno alle fontane, la grazia giapponese dei bambù ben si accorda con la pulizia razionale dei palazzi e al contempo ne mitiga il rigore. Così appare economica ed elegante la scelta del profumato caprifoglio per tappezzare tra gli alberi d’alto fusto le aiuole dei viali, ad impedire che la gramigna prenda il sopravvento.   Ma il tesoro della Bicocca, tutto commestibile, sta a pochi passi dal fabbricato, bellissimo, che ospita la Facoltà di Matematica sul viale che porta alla stazione di Greco Pirelli. Qual meraviglia, a Milano, poter camminare fermandosi a...

Avanti e indietro per il cielo

“È merito di Giulio Douhet”, come scrive Italo Balbo nell’introduzione a Il dominio dell’aria e altri scritti (1932) del generale piemontese prematuramente scomparso, “aver richiamato per primo l’attenzione di tutti sul problema della guerra aerea”. Egli nel 1921, riflettendo sulla grande guerra, delineava i probabili scenari del prossimo conflitto, sottolineando l’attitudine offensiva dell’aereo che permette una libera scelta degli obiettivi, senza che il nemico possa a sua volta individuarlo in precedenza, e su cui anzi concentrare con grande rapidità le proprie forze minacciandolo per un raggio d’azione assai largo. A ciò il nemico non può rispondere con altrettanta velocità di manovra. Douhet prefigura insomma il superamento della guerra di posizione difensiva appena combattuta a favore di una offensiva dovuta all’introduzione del nuovo mezzo bellico, che diviene più economica e razionale poiché “per difendersi da un’offensiva aerea occorrono più forze che non per attaccare.” La comparsa dei primi aerei da combattimento non fu decisiva...

Antologia / Pier Paolo Pasolini

Con la passeggiata di Pier Paolo Pasolini sulla spiaggia di Cinquale si apre l’antologia di Camminare Durante l’estate del 1959 Pier Paolo Pasolini compie un viaggio sulle coste italiane. Il reportage apparirà in tre puntate sula rivista "Successo". Due le domande che si pone Pasolini, “ridenti o foschi?” e “sapete che vedo?” Alla prima il poeta non sa dare risposta, ma alimenta una memoria velata di malinconia, alla seconda risponde con un elenco di povera gente e di poveri oggetti. Il camminare è nel mezzo, è la risposta unica contenuta tra le due domande: quello che si sente e quello che si vede. Cinquale, giugno     I monti della Versilia... ridenti o foschi? Ecco una cosa che non si può mai capire. Un poco folli, di forma, e inchiostrati sempre con tinte da fine del mondo, con quei rosa, quelle vampate secche del marmo che trapelano come per caso. Ma così dolci, mitici.     Qui c’è la spiaggia del Cinquale. Un mare di memorie, alimentate soprattutto dal mio amico poeta Bertolucci, che viene a villeggiare qui, coi più squisiti dei...

Pasolini ritratto da Dino Pedriali

Elio Grazioli e Marco Bazzocchi presentano il volume che raccoglie gli scatti di Dino Pedriali dedicati a Pier Paolo Pasolini (Johan & Levi, pp. 128, 38 €, progetto grafico Studiopaola ).   Oggi la Triennale di Milano inaugura la mostra Pier Paolo Pasolini con fotografie di Dino Pedriali.     Durante la seconda e terza settimana di ottobre del 1975 un giovanissimo ma già acutissimo Dino Pedriali ingaggia un corpo a corpo fotografico con il grande Pier Paolo Pasolini, all’apice del suo successo, che verrà assassinato di lì a pochi giorni. Una prima sessione fotografica ha luogo a Sabaudia, nello studio del Poeta, intento al lavoro, per le strade della città, in automobile – la “mitica” Alfa 2000 – e a piedi. Una seconda sessione si tiene pochi giorni dopo nella casa immersa nella vegetazione che il poeta ha fatto costruire ai piedi della Torre di Chia, vicino a Viterbo, cui Pedriali dedica alcuni scatti. Qui Pasolini di nuovo scrive, disegna anche, poi dialoga silenziosamente con il fotografo, guarda in macchina, lo fissa, infine si spoglia e si muove per casa...