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George Romero

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The Dead don’t Die / Gli zombi votano Lega

Il film del 2013 di Jim Jarmusch sui vampiri – Only Lovers Left Alive – fu bene accolto dalla critica. Il film recente dello stesso Jarmusch sugli zombi – The Dead don’t Die – è stato invece maltrattato da critici e commentatori. Mi chiedo se questa differenza di valutazione di due film che fanno il verso a due generi cinematografici classici non sia conseguenza in parte delle figure prescelte: i vampiri sono “nobili”, gli zombi invece sono “plebei”, quindi volgari. Per cui chi fa un film di zombi, perde automaticamente la propria aura. Sin da quando venne creato col romanzo The Vampyre di John William Polidori, pubblicato a Londra nel 1819 (Il vampiro, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 2009), il vampiro appartiene al mondo aristocratico. Era Lord Ruthven, frequentatore della vita mondana londinese, attratto specialmente dal sangue delle belle donne. Polidori era amico e medico personale di Lord Byron, che aveva spinto lui e altri a scrivere un “romanzo gotico”, ma per lunghi anni il pubblico inglese era convinto che Polidori fosse uno pseudonimo di Byron stesso, il più famoso letterato snob dell’epoca. Oggi la storia letteraria insinua malignamente che la figura del Lord vampiro...

Il vero orrore è il vicino di casa / Romero morto vivente

La lunga sequenza iniziale dell’auto che percorre strade deserte con un commento musicale inquietante doveva essere presente a Stanley Kubrick quando concepì la sequenza iniziale di Shining, dodici anni dopo The Night of the Living Dead, che George Romero aveva girato con un budget molto limitato nel 1968 (114.000 dollari), scrivendolo, dirigendolo, fotografandolo, scegliendo la colonna sonora, montandolo con una febbre artigianale essenziale a un capolavoro del cinema indipendente.   Il film, nelle sale, ebbe un successo devastante, e incassò 18 milioni di dollari. Siamo al crepuscolo: la ragazza wasp, bionda, elegante, leggermente isterica, viaggia per una campagna deserta su una strada sinuosa al fianco di un giovane uomo, che capiamo essere suo fratello, uno stronzo; si stanno recando a omaggiare la tomba del padre, sprezzato dal figlio e invece onorato ancora dalla brava fanciulla americana. La ragazza fa una considerazione “romantica” sulla dolcezza inquietante di quel crepuscolo estivo in cui ancora alle 8pm resiste una luce. Ma quella luce è il giorno che finisce, e sta per iniziare “la notte dei morti viventi”. George Romero, morto nel sonno nella notte di domenica...

Zombie

Battaglia in corso contro l’ecomostro di Via Procaccini a Milano. La bellezza è anche una questione di resistenza.   Luna Park   In Land of the dead di Romero c’è una curiosa autoblindo ammazza-zombies. È dotata di uno speciale sistema per lanciare fuochi d’artificio. Servono a paralizzare i morti viventi che, unico caso registrato all’interno del genere cinematografico, si arrestano per contemplare stupiti e ammirati come bambini. Allora si possono fracassare i loro crani con irrisoria facilità. La sequenza è toccante. Uno zombie-Spartaco nero cerca disperatamente di svegliare i suoi fratelli dall’incantesimo e assiste con orrore tutto umano al massacro. Ad un certo punto afferra per i capelli una zombie donna che viene fatta immediatamente a pezzi. In mano allo zombie Spartaco resta solo una povera testa staccata dal corpo. Lo Zombie rivoluzionario getta un’occhiata a quel povero resto e vede che gli occhi della donna ancora si dirigono, nonostante tutto, verso l’arabesco di fuoco disegnato nel cielo. I fuochi d’artificio sono irresistibili per gli zombies, a riprova del...