Categorie

Elenco articoli con tag:

Giuseppe Verdi

(7 risultati)

Giuseppe Verdi nelle terre di Parma

Giuseppe Verdi lo si ritrova solo nelle terre di Parma. Lì dove è nato e dove è ritornato a vivere, lì dove “il suo respiro è tutt’uno con l’aria carica e violenta” di quella pianura. La sua faccia corrugata e la sua musica veemente non hanno mai lasciato quei luoghi. Ancora oggi per toccare l’anima di Verdi bisogna passare da Sant’Agata, da Busseto, da Soragna, da San Secondo Parmense. Meglio se nei mesi freddi, durante il Festival o la stagione lirica del Regio quando il Maestro ripiomba su quel pubblico e “lo porta a gran passi entro i rossi, vulcanici domini della sua arte”.   In quella parte della valle del Po risiede ancora uno sparuto numero di autentici verdiani. Gli ultimi epigoni di un mondo capace di vivere il teatro nel piacere viscerale del canto lirico, di ascoltare e proteggere l’opera dagli scranni del loggione spesso “infiammati da un incontenibile furore”. Lì amano ancora l’opera dell’orchestra e del canto non quella dell’immagine di allestimenti griffati che trattano la musica come semplice ornamento alle loro narrazioni visive. A Parma amano ancora le voci che fanno a gara per fraseggiare, per soffermarsi su una puntatura dando slancio e colore a un suono...

Il flauto magico di Fanny & Alexander

Da quando hanno iniziato a lavorare, giovanissimi, nel 1992, Luigi De Angelis e Chiara Lagani hanno esplorato l’infanzia, le sue meraviglie, le sue immaginazioni, i suoi smarrimenti, le sue perfidie, i suoi espedienti per attrezzarsi a un mondo sostanzialmente inospitale. Hanno inventato cimiteri, tombe gotiche, strutture a scatole cinesi dove erano sacrificati o dove sopravvivevano ragazzi e adolescenti, burattini di carne incapaci (per scelta) di diventare rassicuranti rassegnati ragazzini per bene. Forse per questo avevano scelto come nome del loro gruppo, Fanny & Alexander, quello dei due eroi bambini di un film di Bergman. Ora, dopo anni di spettacoli belli e meno belli, tutti rigorosi, tutti immaginosi, tutti di cuore e intelligenza, il cerchio si chiude con la favola della ragione e dell’amore per eccellenza, Il flauto magico di Mozart e Schikaneder, allestito nientemeno che per il teatro Comunale di Bologna, con la direzione musicale di Michele Mariotti, un interprete molto amato dal pubblico, meno che quarantenne.   Il flauto magico, ph. Zapruder   Qui merita subito, prima di parlare dello spettacolo, rilevare una novità e un...

L'onta del significato

La pubblicazione presso L’orma – come numero 2 della nuova serie della collana fuoriformato (pubblicata per 31 volumi da Le Lettere, fra il 2006 e il 2012) – di Una profonda invidia per la musica. Invenzioni a due voci con Paolo Terni, di Giorgio Manganelli, rappresenta un adempimento lungamente atteso. Sin dall’inizio del progetto di fuoriformato, infatti, volevo pubblicare nella loro originale forma fonografica le bellissime conversazioni a tema musicale che Manganelli ebbe con Terni a Radio Tre Rai nel luglio del 1980, e che già erano conosciute – solo in forma trascritta, però – nel libro di Terni, Giorgio Manganelli ascoltatore maniacale, pubblicato da Sellerio nel 2001. Complesse questioni di diritti hanno reso possibile solo ora questa pubblicazione. Solo ascoltandolo materialmente (Manganelli direbbe forse “matericamente”), questo intreccio di voci, viene a giorno in effetti la qualità di «improvviso» (Improvvisi per macchina da scrivere è il titolo “musicale” scelto per il proprio libro da Manganelli più amato, forse: la raccolta dei corsivi giornalistici uscita...

Il Verdi di Paolini e Brunello

Due sere prima dello spettacolo Verdi, Narrar cantando di Marco Paolini e Mario Brunello un grillo è entrato nella sala del teatro “Valli” di Reggio Emilia. La cosa non avrebbe fatto notizia se il grillo si fosse limitato ad ascoltare gli Hagen, l’ensemble d’archi che quella sera aveva in programma il quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127 di Ludwig Van Beethoven. E invece il grillo ha deciso di dialogare con i musicisti e si è messo a suonare a modo suo.   Quando i teatri d’opera sono costruiti a regola d’arte, il frinire di un grillo è udibile quanto la vibrazione di una corda di violino. E allora? Panico in sala: ricerca frenetica del grillo fra palchi, palchetti e fregi dorati da parte delle maschere; colpi di tosse e sguardi nervosi e stupiti fra il pubblico che cominciava a entrare e non capiva chi potesse essere così maleducato da non spegnere il cellulare. O era forse un allarme? Comunque, una prova in più per affermare che non c’è più rispetto, che il mondo va a rotoli, che le stagioni concertistiche non sono più come quelle di una volta ecc....

Parma in musica

Parma è la capitale del paese del melodramma. Il merito principale di questo primato spetta ad Arturo Toscanini che nacque in una casa di Oltretorrente, quartiere popolare “di là dell'acqua” della Parma, il fiume della città, che in un pomeriggio d’inverno ci appare scuro e impetuoso. Sono qui con Eduardo Rescigno, che ha appena curato un epistolario verdiano con la solita competenza e una passione personale verso il Maestro che da queste parti è contagiosa. Ci hanno invitato le Verdissime, un circolo di trentasei donne, ognuna col nome di un personaggio femminile del melodramma verdiano. Sono meno note del Club dei 27 (tante sono le opere di Verdi), ma attive, simpatiche e temperamentali (se no che emiliane sarebbero). La prova l’avremo dopo la presentazione.   Siamo nel posto giusto: la Corale Giuseppe Verdi, a due passi dalla casa natale di Toscanini e che affaccia sul nobile Parco Ducale. La Corale è un circolo dotato di un simpatico bar, di un ristorante, di una sala per musica per il coro verdiano ed è un luogo che altrove sarebbe meta di pullman di turisti, mentre qui pare frequentato...

Mantova / Paesi e città

I romantici la elessero tra le città preferite e “vi trovarono lo stimolo a immaginare intrecci, retroscena, intrighi. I decadenti vi cercarono il disfacimento. Uno dei luoghi poetici della città, sono le logge del Palazzo Ducale da cui si contempla il lago d’acque stagnanti derivante dal Mincio. Servì come sfondo alla Morte della Vergine di Andrea Mantegna che si vede al museo del Prado. Così ha scritto Piovene, nel suo Viaggio in Italia, e aggiunge: “la fantasia può partire di qui”, per rievocare una lunga storia che il visitatore di oggi può ritrovare scolpita nelle strade e nei palazzi del centro storico.   Un turista distratto che attraversi Mantova, può restare tuttavia inconsapevole delle bellezze che racchiude. I servizi turistici non sono adatti ad accontentare una massa enorme di visitatori; le bellezze naturali e il cibo buoni, gli odori e i profumi spesso crudi (cruda è proprio l’aggettivo che usa Dante quando parla di Manto, fondatrice leggendaria della città) improntati alla natura agricola e schiva della città, favoriscono il perdersi in un pasto abbondante...

Verona / Paesi e città

Da qualche anno vivo nella città dell’Amore, a Verona. Credo che la propaganda comunale l’abbia definita così per via di un balcone: Giulietta, Romeo, la tragedia di Shakespeare… Tutto il mondo conosce a pezzi e bocconi la vicenda. E gli amori sfortunati sono sempre degli ottimi stimolanti per sciogliere le ghiandole lacrimali degli uomini e delle donne di ogni latitudine. Così tutti, innamorati o solitari, da Shangai a Los Angeles, desiderano stare almeno un minuto sotto il balcone di Giulietta, con gli occhi velati di malinconia, fotografando l’assenza, pigiati in uno spazio minuscolo, incatenati al palo della Storia e dell’arte.   Ma non solo. Tutti vogliono lasciare un segno del loro passaggio, una traccia della loro esistenza. Per questo i muri dell’androne sono interamente ricoperti di meravigliosi messaggi: dall’universale “I love you” a frasi amorose comprensibili solo a qualche migliaio di abitanti della foresta amazzonica… Non bisogna sottovalutare la Conquista, Cortés, Bartolomé de Las Casas, i missionari gesuiti e che cosa può l’amore cristiano nei...