Categorie

Elenco articoli con tag:

Hans Namuth

(2 risultati)

Michelangelo Pistoletto. Vetrina

Pubblichiamo un estratto da Geopolitiche dell'arte di Michele Dantini   Il volume sarà presentato al MACRO di Roma giovedì 7 febbraio alle 18.30. Con l'autore interverranno Stefano Chiodi, Francesca Coin, Andrea Cortellessa   Il biennio 1965-1966 è cruciale per Pistoletto, che si distacca dalla produzione dei Quadri specchianti e avvia la serie degli Oggetti in meno. Sin dal titolo questi si propongono di essere non opere d’arte, dunque “oggetti” a pieno titolo, ma esperimenti ironici e eclettici volti piuttosto a saggiare una tecnica o una stile per sbarazzarsene subito dopo. “A differenza dei Quadri specchianti”, afferma Pistoletto nel 1966, “le mie cose di oggi non rappresentano,... non vogliono essere costruzioni o fabbricazioni di nuove idee,... non vogliono essere oggetti che mi rappresentino, da imporre e per impormi agli altri. Sono oggetti attraverso i quali io mi libero di qualcosa - non costruzioni ma liberazioni”.   L’orientamento è al gioco, al pastiche, alla citazione irriverente: prevale un atteggiamento di sorridente incredulità riguardo a un...

Brian O’Doherty. Inside the White Cube

È uscito in libreria il libro di Brian O’Doherty, Inside the White Cube. L’ideologia dello spazio espositivo (traduzione italiana di I. Inserra e M. Mancini, Johan and Levi editore, Milano 2012, pp. 146, € 20). Il volume raccoglie e traduce per la prima volta in italiano i saggi pubblicati dall’artista irlandese sulla rivista Artforum a partire dal 1976. Presentiamo qui il testo attraverso due contributi di Alessandra Sarchi e Riccardo Venturi e ne anticipiamo la postfazione.       Lo spazio dell’arte   “Una scena ricorrente dei film di fantascienza mostra la Terra che si allontana dall’astronave fino a diventare un orizzonte, un pallone, un pompelmo, una pallina da golf, una stella. Questo cambiamento di scala si accompagna a un passaggio dal particolare al generale. All’individuo si sostituisce la razza, rispetto al quale noi siamo un’inezia, un brulicare di bipedi mortali ammassati quaggiù come un tappeto steso per terra. Vista da una certa altezza, generalmente la gente appare buona. La distanza verticale favorisce questa generosità, mentre l’orizzontalit...