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I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine

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Tocatì / Arte in gioco

Nelle opere della Storia dell'Arte sono sempre stati raffigurati i giocatori e le giocatrici, mentre il tema del gioco si ritrova in un unico, famosissimo quadro. Tuttavia, se si escludono le sculture che rappresentano atleti, piuttosto ricorrenti nell'arte greca (che avevano un fine religioso, d’altra parte, come ha sostenuto Johan Huizinga in Homo Ludens, il mondo del gioco e quello del sacro appartengono al medesimo universo), e alcune pitture tombali etrusche (di carattere invece più evocativo e celebrativo della vita, a dispetto dei luoghi in cui furono eseguite), le immagini di giocatori e di giocatrici non sono moltissime (a meno che non se ne voglia estendere il concetto  - alla Roger Callois, cfr. I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine - allo sport, al circo, al luna park e ai parchi dei divertimenti in generale, al carnevale, al casinò, alle lotterie, eccetera, eccetera). Del gioco in quanto tale tratta il quadro Giochi di bambini di Pieter Bruegel, firmato e datato 1560, che oggi si conserva al Kunsthistorisches Museum di Vienna, in cui sono 'censiti' addirittura un’ottantina di giochi infantili tra quelli in auge a quel tempo. Molti di essi sono diffusi...

La spia intoccabile. Federico Umberto D'Amato / Nella repubblica dei ricatti

1 – Prima sapere tutto. E, quindi, dimenticare tutto. Solo così lavora efficacemente il cantiere che trasforma una vita in una biografia.  Leggendo il notevole e puntiglioso saggio che Giacomo Pacini ha dedicato a La spia intoccabile. Federico Umberto D'Amato e l'Ufficio Affari Riservati, pubblicato da Einaudi, viene in mente questo consiglio dato da Lytton Strachey.  Per Lytton Strachey, impareggiabile cesellatore di biografie perfette, solo se si affronta la bruciante contraddizione che sta in ogni vita si può fare centro. Per trovare il bandolo della matassa di un'intera esistenza – dalla più semplice alla più complessa, quella di una "spia intoccabile" per esempio – non basta l'investigazione archivistica. Né l’acribia documentaria sostenuta da consolidate bussole storiografiche.  Per arrivare alla meta occorre anche accettare cose che fanno a pugni con le rappresentazioni che ci piacerebbe lasciare attorno al nostro lavoro di scavo. Al nostro procedere sulla pagina.    Forse – viene da suggerire a tutti coloro che si occupano di ricostruire storie sommerse del nostro recente passato – dovremmo lasciarci incendiare un poco di più dal dubbio. Dovremmo...