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I Malavoglia

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Jon McGregor, Bacino 13

“Si trovarono al parcheggio un’ora prima dell’alba e aspettarono che qualcuno gli dicesse cosa fare. Faceva freddo e si parlò poco. Certe domande restarono non dette. La ragazzina scomparsa si chiamava Rebecca Shaw. L’ultima volta che l’avevano vista portava una felpa bianca con il cappuccio. Sulla brughiera aleggiava una foschia bassa e il terreno era indurito dal gelo.”  Così inizia, come un thriller, Bacino 13 (trad. it Ada Arduini, Guanda, 2018), notevole quarto libro del quarantunenne inglese, ma nativo delle Bermuda, Jon McGregor, accolto benisssimo in patria da critica e pubblico come i precedenti. Il romanzo, diviso in 13 capitoli, uno per ciascun anno successivo alla scomparsa della ragazza avvenuta durante una passeggiata con i genitori, narra la vita della comunità che abita nel paese immerso nelle brughiere di un distretto di bacini idrici e cave, dove Rebecca era ospite per le vacanze natalizie.   La scomparsa, con le indagini che si protraggono per anni, fa da esile filo conduttore all’interno di una composizione strutturata come un’elaborata partitura musicale; o piuttosto costituisce la linea melodica che ritorna nelle improvvisazioni dei solisti jazzisti...

Ritorna al cinema il film di Stanley Kubrick / “2001”: 50 anni, 70 millimetri

Duecentoquarantuno. La sera del 2 aprile del 1968, duecentoquarantuno persone abbandonano l’Uptown Theatre di Washington prima della fine di 2001: Odissea nello spazio. È il giorno della “prima” del film, dopo quattro anni di lavorazione: un anno e mezzo di preproduzione, sei mesi di riprese e due anni di postproduzione. Il risultato è lì: un’opera di fantascienza che sfugge a qualsiasi catalogazione di genere e spiazza la platea della première; tra coloro che lasciano anzitempo la sala c’è anche Rock Hudson, il divo de Il gigante, che si abbandona a un’esclamazione colorita: «Qualcuno potrebbe dirmi di che cazzo parla questo film?».      Oggi il film di Kubrick compie mezzo secolo e – come tutti i grandi classici della narrativa – è ancora (e sempre di più) un testo “parlante”, che non smette di “dire cose” sempre diverse a seconda delle prospettive e dei momenti storici da cui viene osservato.    È il film che inaugura, nella carriera del regista newyorchese, la stagione dei “grandi capolavori”, sei film semplicemente enormi, realizzati con tempi di lavorazione sempre più dilatati e imponenti e con un’ossessione del controllo sempre più dilagante,...

Il romanzo poliziesco / Leonardo Sciascia, Il metodo di Maigret

«Io vagheggio da sempre uno stato che abbia una polizia come quella guidata da Maigret, intelligente e umana al tempo stesso». Parole di Leonardo Sciascia, lettore fedele dei libri di Georges Simenon ma, ancor più, scrittore che vigilava sull’andamento della cosa pubblica, sul rispetto dei diritti civili, sull’equilibrio tra i poteri. Parole, affidate da Sciascia a un’intervista del 1982, che bene illustrano il senso complessivo (squisitamente, intrinsecamente politico) dei suoi interventi dedicati al romanzo poliziesco, ora raccolti da Paolo Squillacioti – con la perizia filologica che i lettori dei libri adelphiani di Sciascia ben conoscono – nel volumetto Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo (Adelphi, 2018, 191 pp., € 13).  Al commissario creato da Simenon e, più in generale, alla storia, al ‘funzionamento’ e agli stereotipi del romanzo poliziesco Sciascia ha dedicato un’attenzione ben più che trentennale, se consideriamo il lungo apprendistato da lettore vorace di ‘gialli’ e poi le scritture saggistiche, più o meno brevi, qui raccolte: che vanno dal 1953 fino alla morte, considerando che l’ultima, una Nota al bellissimo romanzo di Geoffrey Holiday Hall La fine...