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istruzioni per l’uso

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Dal Plan de Abajo al deserto del Sonora / Jorge Ibargüengoitia, Le morte

Edito in Messico nel 1977 e apparso in Italia per la prima volta nel 1979 presso l’editore torinese La Rosa, Le morte, di Jorge Ibargüengoitia (1928 – 1983), è stato recentemente ripubblicato da La Nuova Frontiera, nella traduzione di Angelo Morino. Non saranno in pochi coloro i quali, essendo a conoscenza del suo valore all’interno del canone ispanoamericano novecentesco, lo includeranno nel proprio elenco di recuperi ormai inderogabili, perché il romanzo è considerato tra i più belli dell’autore, se non il migliore, secondo Francesca Lazzarato, che ne parla nella sua prefazione a un altro libro di Ibargüengoitia, Messico, istruzioni per l’uso (SUR, 2018). Le morte quindi torna ad arricchire il panorama delle uscite di narrativa straniera, oltre la logica del ripescaggio, affinché i lettori di altre generazioni abbiano l’opportunità di scoprirlo.    Nella nota saggistica intitolata “I denti d’oro di Blanca”, Angelo Morino racconta la genesi del libro. Individua l’atto fondativo della geografia immaginaria in cui si svolge l’azione di Le morte nel romanzo precedente, uscito in Messico nel 1975, Estas ruinas que ves. Qui, come spiega Morino, il protagonista Francisco...

Io e l’asino mio / I Crepax: ritratto di una tribù

È quasi inevitabile che Io e l’asino mio. Storie dei Crepax (Bompiani, 18 euro), a firma di Valentina Crepax, abbia in copertina la Valentina dello zio Guido Crepax. Eppure, mentre lo leggevo, mi tornava in mente la copertina francese de La vita, istruzioni per l’uso di George Perec: la facciata in trasparenza di una grande casa di cui si rivela la vita nascosta e al tempo stesso collegata tra gli appartamenti ai diversi piani. La vita comunitaria dei Crepax, una grande casa sempre aperta a tutti, è il tema di questo libro – ma l’effetto è più quello di un numero speciale del ‘Linus’ di Giovanni Gandini – che Valentina ha dedicato alle storie della sua famiglia. Una famiglia allargata che comprende la nonna, i figli Franco, fortunato discografico cresciuto con Nanni Ricordi, e Guido, laureato in architettura ma poi creatore del personaggio di Valentina, e di tutta la loro discendenza.    “Vivevamo tutto insieme perché non c’erano tanti soldi, perché era più pratico essere a portata di mano gli uni degli altri, per rubare le caramelle a mia nonna, non so perché”, scrive Valentina. La sua “è la storia di una famiglia veneto-napoletana, ma alla fine milanese, della...

Sangue amaro / Valerio Magrelli, i nervi a particelle

Un amico comune, che lo conosce bene, sostiene che Valerio Magrelli da un pezzo sia entrato nella sua “fase Cossiga”. Chi non ricorda lo switch misterioso (e, si favoleggiava, chimicamente indotto) per cui a un certo punto del settennato al Quirinale, sino ad allora come da tradizione sonnacchioso, il già mite (in apparenza) e taciturno servitore dello Stato, proveniente dalla mite (in apparenza) e taciturna Sardegna, di punto in bianco si trasformò, à la Mr Hyde, nell’icona scatenata del Picconatore? Come la Diva all’avvento del Sonoro il già-taciturno, troppo a lungo compresso, Esternava: Cossiga talks. Gli storici sostengono che fu quella, da noi (l’originale, per una volta, non l’avevamo brevettato noi: ma la California di Ronald Reagan), l’epifania del Potere che si presenta (e si giustifica) come Sovversore. Non c’è bisogno di aggiornare il paradigma al nefasto panorama politico di oggi.    Un non meno misterioso reagente deve aver operato una simile trasvalutazione di tutti i valori (per dirla col Filosofo del Martello) nell’autore mitissimo, capelli rossi e occhiali dalle lenti spesse, che a vent’anni esordisce sotto le candide insegne di una poesia filosofica e...