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Jim Jarmusch

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The Dead don’t Die / Gli zombi votano Lega

Il film del 2013 di Jim Jarmusch sui vampiri – Only Lovers Left Alive – fu bene accolto dalla critica. Il film recente dello stesso Jarmusch sugli zombi – The Dead don’t Die – è stato invece maltrattato da critici e commentatori. Mi chiedo se questa differenza di valutazione di due film che fanno il verso a due generi cinematografici classici non sia conseguenza in parte delle figure prescelte: i vampiri sono “nobili”, gli zombi invece sono “plebei”, quindi volgari. Per cui chi fa un film di zombi, perde automaticamente la propria aura. Sin da quando venne creato col romanzo The Vampyre di John William Polidori, pubblicato a Londra nel 1819 (Il vampiro, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 2009), il vampiro appartiene al mondo aristocratico. Era Lord Ruthven, frequentatore della vita mondana londinese, attratto specialmente dal sangue delle belle donne. Polidori era amico e medico personale di Lord Byron, che aveva spinto lui e altri a scrivere un “romanzo gotico”, ma per lunghi anni il pubblico inglese era convinto che Polidori fosse uno pseudonimo di Byron stesso, il più famoso letterato snob dell’epoca. Oggi la storia letteraria insinua malignamente che la figura del Lord vampiro...

Cannes 1 / “Tout le monde déteste la police”

Un festival del cinema – ovvero un evento dove si riflette e si fa il punto, nel bene o nel male, sulla rappresentazione per immagini del presente – non può non essere ingaggiato e provocato delle contraddizioni che attraversano il contemporaneo. L’anno scorso a Cannes si celebrò il cinquantesimo anniversario del 1968, un anno in cui il festival venne “invaso” e interrotto dalle contestazioni del maggio francese, e in cui la Palma d’Oro non venne assegnata. In un altro contesto, il Festival di Venezia negli anni Quaranta divenne il megafono dei regimi nazi-fascisti e ancora oggi quelle edizioni (che videro tra l’altro la partecipazione del Fürher e di Joseph Goebbels) sono considerate “non avvenute”, nel tentativo di lavare l’onta di quell’infamia. La storia entra ovunque, certo, anche e soprattutto al cinema, ma i modi in cui lo fa sono imprevedibili.      Non sappiamo per cosa verrà ricordata l’Europa del 2019 e che cosa assoceremo a quello che per molti è stato un annus horribilis dal punto di vista politico e sociale (a partire dalla Brexit). Lo si vedrà soprattutto alla luce di quello che accadrà nei prossimi mesi e anni, a partire dalle elezioni europee del...

La poesia tranquilla delle cose / Paterson di Jim Jarmusch

Jim Jarmusch non è un buddhista praticante, ma pratica tai chi e qi gong, e sa perfettamente cosa significa essere concentrati; in una intervista ha detto che il buddhismo «è una filosofia che mi parla più chiaramente di tante altre. Praticare le ginnastiche di meditazione mi fa un effetto che sta a metà strada tra il meditare e il prendere un allucinogeno». Jarmusch è un regista che sta ritornando spesso su personaggi assorti, silenziosi, allucinati, non sempre solitari: in The Limits of Control (2009) il protagonista cerca indizi in ogni accadimento per costruire il suo ultimo crimine; in Broken Flowers (2005), l’attonito Bill Murray molla tutto per risalire a ritroso, come uno sconfitto salmone narcisista, la teoria delle sue ex amanti per capire chi gli ha scritto una lettera anonima che lo dice padre di un figlio.       Paterson, il mite e gentile autista di bus comunale nella omonima cittadina di Paterson, New Jersey, interpretato magistralmente da Adam Driver, conduce una vita ripetitiva e tranquilla, e il suo lavoro fatto bene ogni giorno, la sua vita privata (dove convive con una creativa e indecisa incantevole affettuosa moglie e un bulldog che parla...

Progetto Jazzi / Sotto le stelle. Film Compilation

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).  Gli Jazzi (da iacere, giacere) erano dimore temporanee, giacigli per il ricovero di animali da pascolo, punto di connessione tra tratturi e paesi: luoghi dell’indugio, della presa di contatto con le cose. Il progetto intende recuperare questo modo di abitare la natura, raccontando percorsi da attraversare con lentezza, riappropriandosi di spazi e luoghi e della loro storia, rinnovando esperienze – come l’osservare le stelle o il nascere del giorno – capaci di ripristinare il contatto con la natura, con il ciclo delle cose e delle stagioni. La sfida è anche quella di produrre innovazione e rigenerazione sociale, recuperando strutture e architetture rurali, mettendo in moto un circolo virtuoso di ospitalità diffusa che si nutra delle realtà esistenti e delle reti di relazione con i ‘nuovi viaggiatori'.   Chi, durante le sere d'estate, non ha mai trovato il tempo per fermarsi a guardare le stelle? Ai più fortunati basta distendersi nell'erba di una...

Puritani

Un gruppo è corpo di corpi, Gustave Le Bon (1841-1931) e Wilfred Bion (1897-1979) descrivono il gruppo come un soggetto indipendente, autonomo. Si creano fenomeni sovra-individuali.   Viene in mente quel gruppo di fedeli che appoggiarono la rivoluzione di Cromwell e, dopo la sconfitta, s’imbarcarono sulla Mayflower per raggiungere quei luoghi che ancora oggi chiamiamo New England. Portavano il dolce nome di Padri Pellegrini. Così li canta candidamente Paul Simon:     We come on the ship they call the Mayflower We come on the ship that sailed the moon We come in the age’s most uncertain hour and sing an American tune     Arrivammo con la nave, chiamata Mayflower Arrivammo sulla nave che attraversò la luna Arrivammo nell'era delle ore più incerte e cantammo un canto Americano   (Paul Simon, 1973)   Viene da piangere a sentirla. Invero i puritani mostrano, fin da subito, le ambiguità di una seconda immagine, meno rassicurante. Nel 1975 Sacvan Bercovitch pubblica The Puritan Origins of the American Self e indaga le vicende che...