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John Reith

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Radiogenie / Quando la radio faceva scuola

In mezzo alle tante emergenze suscitate dal Coronavirus la chiusura delle scuole è arrivata abbastanza all’improvviso e si prospetta molto lunga. Allora come mandare avanti le lezioni alle elementari, alle medie, alle superiori, all’Università senza la compresenza in classe di docenti e studenti? Quali tecnologie e piattaforme utilizzare? Non è la prima volta che in Italia, nell’epoca della riproducibilità tecnica, le lezioni vengono sospese così a lungo e su tutto il territorio nazionale, per causa di forza maggiore. C’è almeno un precedente, seppur di natura assai diversa, e anche in quel caso ci si interrogò sui possibili rimedi.   Nell’inverno del 1942-43, in conseguenza delle difficoltà della guerra, furono chiuse le scuole. Il ministro Bottai, sotto il cui controllo era rientrata qualsiasi attività radiofonica in ambito educativo, predispose un esperimento di «radioscuola»: al posto delle lezioni in classe, programmi radiofonici da ascoltare in casa (naturalmente solo per chi disponeva di una radio o per chi riusciva a organizzarsi con altre famiglie). Immaginate una barca senza remi. Sarà sbattuta di qua e di là dalle onde o dal vento. L’insegnante potrà costruire la...

Riformiamo il servizio pubblico?

La notizia da cui partiamo è questa: il Consiglio superiore per l'audiovisivo, l'organo governativo che regola il settore radio-televisivo in Francia, ha eletto come nuovo direttore di Radio France, l'azienda di servizio pubblico radiotelevisivo francese, Mathieu Gallet.   E perché questa notizia dovrebbe interessarci? Perché il signor Gallet ha 37 anni. Nicola Sinisi, l'attuale direttore di Radio Rai, tanto per intenderci, ne ha 59. Immagino che ora i lettori over 50 stiano già provando un certo livore perché pensano di intuire dove andrà a parare l'articolo. Vi fermo subito, questo articolo non parla di rottamazione, anche se all'inizio, avendo anche io 37 anni, ne sono stato tentato. Questo articolo parla solo di servizio pubblico radiofonico e di strategie più o meno lungimiranti, francesi e italiane. Prima di partire teniamo a mente alcuni dati: Radio France detiene il 28% di share dell'ascolto radiofonico francese, contro il 17% di Radio Rai (dati EBU 2012). Il canone costa 120 euro contro i nostri 113,5 ma offre più canali radiofonici nazionali (7 contro 5) e una rete di emittenti...

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