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Jonathan Coe

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Brexit / Lettera da un citizen of nowhere

Il nuovo libro di Jonathan Coe, Middle England (Feltrinelli, pp. 400, € 19) si sovrappone, quando letto in Italia, alle perplessità di fronte a quanto sta accadendo in Inghilterra con la Brexit. Si fa torto al libro, che ha una sua autonomia artistica, una vena comica e l’affidabile prosa, chiara e lucida, di un autore pieno di qualità. Per chi non conosca l’Inghilterra è un percorso istruttivo, ma per me è impossibile leggerlo. Troppe emozioni già prima di aprirlo per quello che sta avvenendo lassù da ormai due anni e mezzo e che trascina gli europei come me, che in Gran Bretagna hanno speso una buona parte della vita, anni di lavoro, amicizie e passioni, in una condizione difficile. Siamo schiacciati sull’orlo di un balcone e temiamo di essere i prossimi ai quali verrà chiesto di saltare. La soglia è inevitabilmente politica e personalmente umiliante. La settimana scorsa ho riempito un questionario che deve stabilire se ho diritto o meno di restare in Inghilterra, dopo averci lavorato per quasi quarant’anni. Da quando il primo ministro ha parlato degli europei come citizens of nowhere, cittadini di nessun luogo, echeggiando le accuse di Stalin e in generale i temi che hanno...

Conversazione con Jonathan Coe

Incontro Jonathan Coe per la seconda volta (dopo averlo già presentato al festival Collisioni, in Piemonte, due anni fa) al festival WriteIdea di Londra, di fronte ad un pubblico attentissimo e alla presenza di due interpreti per sordi. Come allora, Coe si dimostra persona sensibile, affascinante e modesta. Dopo avermi spiegato com’è riuscito a farsi definire dal quasi coetaneo Nick Hornby “...il miglior scrittore della sua generazione”(citazione buttata da Hornby in un articoletto, ma poi ripresa da Coe e immortalata sulla copertina dell’edizione tascabile di Circolo Chiuso), passiamo subito a domande concrete – le risposte, come sempre, si riveleranno ricche e stimolanti.     Il tuo ultimo romanzo, I Terribili Segreti di Maxwell Sim (2009), che narra la crisi esistenziale di un uomo di mezz’età, sembra in contrasto con altri di più ampio respiro, tipo La Famiglia Henson. Puoi parlarci di come arrivi a questo cambio di registro, di volta in volta?   È vero che libri come La Famiglia Winshaw e La Banda dei Brocchi fanno parte di quello che molti definiscono ‘lo stato della...