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La vita è sogno

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María Zambrano. L’aurora, l’esilio, il parto

Sentinella all’erta! María Zambrano fu per tutta la vita una donna insonne. Ella stessa racconta, nella sua quasi-autobiografia, delle notti trascorse da sveglia, con gli occhi sbarrati, ad attendere l’aurora: «Vicino alla mia casa, a Madrid, si udivano le sentinelle chiamarsi e rispondersi: ‘Sentinella all’erta! All’erta sto! E io per questo non volevo dormire, perché volevo essere una sentinella della notte, e credo sia proprio questo, l’essere sentinella, l’origine della mia insonnia perpetua» (nella trad. it. in «Aut aut», 279, 1997, p. 125).  Filosofa dell’aurora definisce Zambrano Elena Laurenzi, curatrice di questo volume (Dell’Aurora, Bologna, Centro editoriale dehoniano; ed orig. De la aurora, Madrid 1986) risalente al 2000 e del quale la presente è un’edizione identica alla precedente e riproposta vent’anni dopo.   Le aurore insomma Zambrano le vedeva e le viveva in prima persona, intensamente. Le aurore anticipate dal canto del gallo che «irrompe e spalanca, in modo decisivo, le porte e il cammino della storia» (Dell’aurora, p. 131). Il gallo animale profetico allorché annuncia, cantando tre volte, il tradimento di Pietro; il gallo animale del sacrificio, che...

Inediti / Ronconi, prove per un’autobiografia

È una magnifica incompiuta, l’autobiografia di Luca Ronconi uscita da Feltrinelli. Già nel titolo si chiarisce la sua natura parziale, non esaustiva, come forse è sempre ogni libro che proclama di scavare nella “vera storia” della vita di qualcuno: Prove di autobiografia. È comunque un sussidio, specie per le giovani generazioni, a ricordare quel fatto effimero che è il teatro, in questo caso la vicenda di una delle figure più importanti della scena mondiale dell’ultima parte del Novecento e della prima del nuovo secolo; ed è una sfida, per chi ha attraversato gli anni e i fatti considerati, a ricostruire cosa hanno lasciato, cosa hanno trasformato, come sono rimasti dentro, trasformandoci, mutando il campo delle arti in quello che è oggi, nutrendolo per vicinanza o prese di distanza. Maria Grazia Gregori, critica dell’“Unità”, sul finire degli anni ottanta, quando Ronconi è chiamato a dirigere il Teatro Stabile di Torino, intervista il regista, lo spinge a raccontarsi. Alle spalle c’è un progetto editoriale di Franco Quadri, il patron di Ubulibri e il critico che più ha seguito l’artista nel suo percorso. Le sedute di registrazione sono numerose, continuano probabilmente fino al...