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Manuale di zoologia fantastica

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Atelier dell'errore. Atlante di zoologia profetica / Ninnananna per il sonno della ragione

Calano dall’alto figure imbozzolate, raggomitolate. Spogliate di tutto, se non del loro potere perturbante – esibito in modo diretto, brutale. Non geometricamente, ma psichicamente al centro della grande sala bianca – l’«Artist Room» che presenta parte della collezione permanente del museo, al quarto piano della Tate Modern – il grande ragno metallico nero, i cui lunghi artropodi alieni poggiano sul parquet lucido e liscio (sarà esposto qui sino alla metà dell’anno prossimo). Non è il primo ragno scolpito da Louise Bourgeois, ma in molti sensi è il definitivo. È un lavoro realizzato nel 1999, quando l’artista ha quasi novant’anni, e il suo titolo semplicemente è Maman.   Louise Bourgeois, Maman Turbine Hall.   Nelle teche tutt’attorno sono esposti alcuni manoscritti di Bourgeois, diari e lettere dalla brutalità non diversa da quella delle sue sculture (in italiano si leggono nel volume Distruzione del padre/Ricostruzione del padre, a cura di Marie-Laure Bernadac e Hans-Ulrich Obrist, edito da Quodlibet nel 2009). In uno di essi si legge: «il ragno è un’ode a mia madre, lei era la mia migliore amica. Come un ragno, mia madre era una tessitrice e, come i ragni, mia madre...

Sulle tracce del Goofus Bird / Roma. L’ex manicomio di Santa Maria della Pietà

Nel Manuale di zoologia fantastica, Jorge Luis Borges descrive il Goofus Bird, definendolo “un uccello che costruisce il nido a rovescio e vola all’indietro, perché non gli importa del posto dove va, ma di quello dove stava”. A un nido rovesciato assomiglia la pianta del parco di Santa Maria della Pietà. O a un fiore. O, meglio ancora, alla superficie d’uno stagno in cui qualcuno ha gettato un sasso, e le cui onde concentriche si propagano fino alle rive più estreme. L’istituzione fu fondata nella metà del Cinquecento da un sacerdote e da due laici vicini a Ignazio di Loyola. Sorgeva allora nei pressi di Piazza Colonna, ed era preposta all’accoglienza dei pellegrini attesi per l’Anno Santo del 1550. Ma il progetto vero e proprio di una Città della e per la pazzia vide la luce solo agli albori del Novecento, quando si decise di edificare 27 padiglioni su 150 ettari nel quartiere di Monte Mario, accanto alla via Trionfale, nell’area di Sant’Onofrio in campagna.        Dopo due settimane di maltempo, il sole di questa domenica di maggio rende la gente molto soddisfatta. In città si parla di poco altro se non di questo cielo improvvisamente così allegro, di questo...