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Mathieu Amalric

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Cannes. Parte 1 / La politica della Croisette

Esiste la politica a Cannes? A giudicare dalla bolla di operatori del settore, professionisti, attori/attrici o sedicenti tali che occupano la gran parte delle coperture stampa e delle attività sulla Croisette parrebbe proprio di no. Eppure a volte le cose sono un po’ più complicate. Ne abbiamo avuto un esempio durante la conferenza stampa ufficiale in cui venne presentata l’edizione di quest’anno – ed è una data importante perché è il Settantesimo anniversario del Festival – quando il délégué général Thierry Fremaux pressato dalle domande dei giornalisti sulla congiuntura politica francese ci tenne a dire che il festival non potrà mai essere “politico”: al limite i film possono esserlo. È un po’ la sintesi dell’approccio cannois, che ama presentarsi con la faccia della neutralità market-oriented ma che in realtà ha una regia gestita con sapiente equilibrismo politico, in un mix di potentati economici (il Presidente del Festival è Pierre Lescure, patron di Canal+ che ancora oggi è molto più che un semplice sponsor) e istituzioni politiche nazionali. Non bisogna infatti dimenticare che il Festival un padrone ce l’ha, con un nome e cognome: si chiama Association française du...

Jimmy Picard, indiano delle pianure

Queste righe prendono spunto da un film – Jimmy P. – ma intendono contribuire a rendere nota in Italia la figura di George Devereux (1908-1985). Devereux è, con Henri Collomb (1913-1979) e Frantz Fanon (1925-1961), uno dei massimi studiosi di psicologia culturale e di etnopsichiatria (come si usa dire nell’ambiente francofono). A differenza di Collomb e Fanon, Devereux non è medico. Segue un percorso di studi multidisciplinare. Ispirato dallo psicoanalista e antropologo Géza Róheim (1891-1953), ungherese come lui. Il nome di Devereux è György Dobó, da Lugoj, oggi Romania, anche città natale del più noto interprete di Dracula, Bela Lugosi. Jimmy P., il film, è uscito in Italia alcuni giorni fa, regia di Arnaud Desplechin, con Benicio Del Toro, nella parte dell'indiano James Picard, e Mathieu Amalric che impersona Devereux. Si tratta della trasposizione cinematografica di un testo di Devereux, una vera e propria storia clinica, esempio di scienza della singolarità. Oggi, per imparare il mestiere della clinica psicologica, si tratta di andare al cinema. Nelle accademie dominano modelli...