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Meret Oppenheim

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Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda

Di frequente viene presentata, ad ogni corso d'arte contemporanea che voglia soffermarsi sulla fotografia surrealista, la celebre immagine Erotique Voilée (1933), di Man Ray: un corpo sottile, la mano sporca di inchiostro sulla fronte, poggiato contro un torchio di lavoro la cui manopola si erge sul pube della figura dal sesso ambiguo come un enorme fallo scuro, a offrire una fittizia sessualità che più che chiarire l'identità del modello ritratto, ne amplifica la compenetrazione di caratteri femminili e maschili. L'immagine, facente parte di una serie fotografica dall'atmosfera fortemente erotica, ha consegnato la donna che vi era in realtà ritratta, Meret Oppenheim (1913-1985), alla fama di bellissima musa surrealista, alternativo oggetto del desiderio distante dai canoni di una femminilità convenzionale, ripetutamente fotografato ed esplorato nella sua androginia dall'obiettivo di Man Ray. Una reputazione lusinghiera, ma anche soffocante, per un'artista il cui lavoro creativo ha affrontato numerose esperienze visive, spaziando dal disegno al ready made, dalla poesia ai monumenti pubblici, senza porsi alcun limite...

Zoe Leonard. Sun Photographs

Contemporaneamente al Camden Art Centre di Londra, la Galleria Raffaella Cortese di Milano dedica una singolare mostra all’artista americana Zoe Leonard e nello specifico alla sua serie fotografica Sun Photographs realizzata a New York tra il 2011 e il 2012.   Cosa accade nel momento in cui un artista, la cui opera ha attraversato sensibilmente le fenditure più dolorose della storia sociale, inizia a “guardare in alto”? Attratta magneticamente dai più sottili cambiamenti del tessuto urbano, attenta osservatrice delle variazioni culturali, politiche e istituzionali, impegnata nella sovversione di ogni tabù e costrizione sociale, Zoe Leonard sin dai primi anni Ottanta si è confrontata attivamente e in modo radicale con questioni legate all’omosessualità, all’Aids, alla discriminazione razziale e in particolar modo, come scrisse Rosalind Krauss: “con il problema della costruzione e della crisi del genere all’interno della società eterosessuale” (decisivo per l’elaborazione critica della sua opera fu il rapporto con i collettivi ACT-UP e Group Material di New York, Border Art...