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Michael Baxandall

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Le immagini secondo James Elkins / Il cosmo legnoso

Pittura su legno Lavorando sull’immaginario alchemico, lo storico dell’arte americano James Elkins si reca un giorno alla biblioteca dell’università di Glasgow, ricco di manoscritti e incunaboli sull’alchimia e la chimica, le scienze occulte e la stregoneria, la Kabbala, i Rosacroce e la massoneria. Compulsando il fondo della John Ferguson Collection, il suo sguardo cade sulla scheda di un documento di cui è ignoto l’autore, la data, la provenienza, la storia e, come si renderà presto conto, anche il senso.  È così, per pura serendipity, che s’imbatte in un manoscritto misterioso, il cui unico indizio viene dal frontespizio, ammesso che sia della stessa mano delle illustrazioni, cosa di cui dubita. Qui si accenna alla magia naturale, alla natura pneumo-cosmica, all’autore come scimmia della natura, a disegni dipinti e incisi e modellati in rilievo.   Le immagini sono tutte prese da "What Heaven Looks Like".   Il libro si compone di 52 acquerelli rotondi di una dimensione variabile tra 11 e 13 cm (poco più grandi di come li vediamo ora sullo schermo dei nostri computer), realizzati su carta olandese e databili all’incirca a metà Ottocento. Ci troviamo senza dubbio...

Il luogo e il sacro

Com’è che un luogo diventa sacro? Anche se non formulata così, è questa la domanda che percorre Il luogo e il sacro. Contributi all'indagine sul linguaggio simbolico dei luoghi, a cura di Domenico Luciani (Edizioni della Fondazione Benetton Studi Ricerche con Canova). Si tratta di tredici interventi presentati a una giornata di studi di alcuni anni fa da studiosi di diversa formazione e ambito, con l’aggiunta di uno scrittore ben noto a Doppiozero, il paesologo Franco Arminio.   Per definire i contorni del luogo sacro occorre chiedersi, prima di tutto, che cosa sia un “luogo”. Una categoria con cui abbiamo familiarizzato negli ultimi anni –  quella di “non-luogo” – aiuta a circoscrivere meglio e per via oppositiva questo concetto, ovvio solo in apparenza. Alphonse Dupront, in uno dei saggi del volume, osserva che un elemento decisivo è proprio il legame luogo-nome: “Il nome stabilisce tra spazio, terra e uomo, una gerarchia e un legame”; la “realtà viva del luogo sta nel suo carattere sociale, nel suo essere opera evidente di creazione collettiva”. Il non-...