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Michael Keevak

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Musi gialli / L’origine di un pregiudizio

Musi gialli è il titolo di un libro dello scrittore e giornalista Fabio Giovannini uscito nel 2011 per Stampa Alternativa: musi gialli, chinks o gooks, venivano chiamati gli abitanti dell’Asia in molti film di guerra hollywoodiani. Il più pericoloso muso giallo dell’immaginario occidentale è stato però Fu Manchu, diabolico mandarino che ordisce trame per rovesciare i rapporti mondiali, personaggio dei romanzi dello scrittore britannico Sax Rohmer. Il primo della saga apparve nel 1912 ed ebbe immediatamente un enorme successo in Europa e negli Stati Uniti, fu trasmesso alla radio e riproposto decine di volte nel cinema e nei fumetti. Giovannini ricostruisce questa storia e, in generale, la storia del pregiudizio contro “i gialli” prendendo in esame testi, racconti, romanzi, film e fumetti. Nonostante la sua presa di posizione, talvolta eccessivamente radicale, secondo la quale qualsiasi critica verso l’Oriente appare preconcetta, il volume ci fa pensare, scoprendo in noi la velata convinzione che davvero cinesi, giapponesi e coreani siano gialli o, perlomeno, tendenti al giallo.   The Mysterious Dr. Fu Manchu è un film del 1929 diretto da Rowland V. Lee. Sono davvero gialli...

Il colore della pelle delle razze umane / Perché non esistono uomini verdi o blu?

Non ho mai pensato seriamente che i cinesi fossero gialli, cioè: sì, l'ho pensato da sempre, così come noi siamo bianchi. Per i neri non ci sono dubbi: qualcuno di veramente nero l'ho incontrato, lo si usa nei negozi delle firme internazionali; mia figlia è sobbalzata quando si è mosso e abbiamo riso tutti e tre. Di rossi invece non ne ho mai visti, però i pellerossa si dovranno pur chiamare così per un qualche motivo... Qualcuno deve avercelo raccontato; ricordo vagamente una lezione alle elementari. Lo schema dei quattro colori, bianco, nero, rosso e giallo come caratteristica delle quattro razze che compongono l'umanità non è invero così preciso e definito da sempre, come voleva far credere l'incipit del primo numero della rivista quindicinale "La difesa della razza" del 5 agosto 1938. Sotto la riproduzione di sei personaggi dell'antico Egitto (libico, egiziano, ebreo, etiopico, assiro e sudanese, distinti invero – a parte quest'ultimo – per capigliature, barbe e vestiti diversi) la didascalia afferma che la distinzione in razze risale all'antichità, che qui sono rappresentate le razze minori che vivevano in Egitto, ma che gli egizi «le colorivano secondo una scala di toni che...