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Miracolo a Milano

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Trent'anni senza / Ricordando Zavattini

Trent’anni fa, il 13 ottobre 1989, è scomparso a Roma Cesare Zavattini, uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento. Molti forse tenderebbero a collocarlo all’interno dell’ambito degli sceneggiatori cinematografici. In effetti, ha lavorato come sceneggiatore a oltre ottanta film, ma se c’è un personaggio per il quale è estremamente riduttivo associare il suo nome a una sola etichetta questo è senz’altro Zavattini, del quale devono essere considerate almeno tutte le attività svolte come giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore. E anche quando lavorava come sceneggiatore, Zavattini di solito partecipava in maniera estremamente attiva alla regia dei film. Molto spesso ne diventava un vero e proprio co-regista. Insomma, Zavattini può essere considerato un eclettico sperimentatore di molteplici strumenti d’espressione e di differenti linguaggi narrativi. Lo testimonia d’altronde il suo ricchissimo archivio personale di lettere e documenti, attualmente conservato in gran parte presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.   Non è un caso che l’archivio di questo intellettuale si trovi in tale luogo, perché Zavattini ha lasciato la natia Luzzara, paese della...

Menzogne e sortilegi della “vita nel suo movimento” / Il cinema secondo Elsa Morante

Con la pubblicazione delle recensioni cinematografiche di Elsa Morante (edite da Einaudi nel volume a cura di Goffredo Fofi, col bel titolo La vita nel suo movimento. Recensioni cinematografiche 1950-1951) si aggiunge un capitolo necessario e originale alla storia dei “letterati al cinema”, che costituisce senz’altro un aspetto significativo della ricostruzione del contesto culturale dell’Italia postbellica.La vocazione visuale della scrittura di Morante era stata già messa a fuoco nella monografia firmata da Marco Bardini (Elsa Morante e il cinema, Pisa, ETS, 2014), che esplora tale territorio di confine nella sua complessità e nelle sue tante sfaccettature, dalle sporadiche incursioni morantiane nell’ambito della sceneggiatura alle non troppo fortunate occasioni di adattamento dell’Isola di Arturo e della Storia.   Oltre a mostrare una delle declinazioni possibili del rapporto fra Morante e la settima arte, la silloge (che raccoglie i testi scritti per la rubrica radiofonica “Cinema. Cronache di Elsa Morante”, trasmessa dalla Rai per quasi due anni, dal marzo 1950 al novembre 1951) offre un modello di spettatorialità per certi versi in linea con la ricezione mainstream del...