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Montale

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In margine a un libro di Giovanni Orsina / Narcisismo e democrazia

Il libro di Giovanni Orsina, La democrazia del narcisismo. Breve storia dell’antipolitica (Marsilio) si inserisce in un filone di studi che chiamerei, parafrasando Gibbon: Declino e (possibile) Caduta della Democrazia. Insomma, Orsina tematizza uno dei maggiori problemi della nostra epoca: la crisi della democrazia pluralista e liberale. Una crisi che non a tutti appare evidente. Perché è vero che 25 paesi negli ultimi 18 anni sono retrocessi, per dir così, dalla democrazia al dispotismo – compresi Russia, Turchia e Venezuela – ma in Occidente la democrazia può sembrare ben salda. In effetti, le tre grandi catastrofi degli ultimi due anni – Brexit, elezione di Trump, vincita dei partiti anti-politica in Italia – si sono prodotte rispettando in tutto i meccanismi democratici. Non è un caso, però, che molti commentatori, anche in Italia, abbiano deprecato la decisione di Cameron di indire un referendum sull’appartenenza del Regno Unito all’Europa: “non è materia su cui ha da decidere il popolo”, hanno detto. Insomma, molti democratici cominciano ad aver seriamente paura della democrazia. E ne hanno le ragioni, perché sappiamo che talvolta le democrazie uccidono democraticamente se...

Durbiano. Etiche dell'intenzione

«E il Quaracchi non sospetta di nulla» è l’affermazione che – racconta Fortini cambiando il nome proprio con un sostitutivo di fantasia – Montale avrebbe riferito a un noto uomo di lettere per rappresentare esemplarmente la quota di malafede insita al fondo di ogni postura accondiscendente. In un’epoca che ha saturato i paradigmi, l’assenza di sospetto e l’omissione delle prospettive equivalgono al gesto estremo del voler assicurare se stessi fuori tempo massimo.   In Etiche dell’intenzione. Ideologia e linguaggi nell’architettura italiana (Milano, Marinotti, 2014) Giovanni Durbiano attualizza questa condizione portando allo scoperto una volta per tutte la collusione culturale, grammaticalizzata e resistente, tra autorialità e architettura.   Il discorso inizia dalla presa d’atto di un dato storico: alla metà degli anni Cinquanta i principi posti a fondamento del Movimento Moderno vengono drasticamente messi in discussione, e questo ad opera di una generazione di architetti nati tra la fine degli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta – i cosiddetti “nuovi...

Piero Camporesi

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     “Chi è Piero Camporesi?”, si chiedeva nel 1983 sulle colonne del «Corriere della sera» Giorgio Manganelli recensendo il suo ultimo libro, Le officine dei sensi. Il pezzo proseguiva con un “Cosa è Piero Camporesi?” Silenzio. Fossimo in una spaziosa chiesa barocca, sentiremmo il pio, sparuto sussurro dei fedeli. Perché, veramente, dire che cosa è mai Piero Camporesi non è facile”. La risposta poche righe dopo, non senza aver detto che è uno scrittore e un letterato “è un lettore malizioso di testi seicenteschi, e anche, direi, scrittore di testi di quel secolo”. Dieci anni...