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Norman O. Brown

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La biblioteca di Atlantide / George Boas, Il culto della fanciullezza

C’è un intero continente di saggi scomparsi che gli editori italiani non ristampano più. Eppure in mezzo a loro ci sono delle vere perle, libri che possono aiutarci a capire il mondo intorno a noi, anche se sono stati pubblicati quaranta o cinquanta anni fa; con questa serie di articoli proviamo a rileggere questi libri, a raccontarli e indicare l’aspetto paradigmatico che contengono per il nostro presente.   Prima i bambini. Giusto. Non è sempre stato così. Nelle epoche passate i bambini non erano l’ideale di vita, né gli adulti così propensi a pensare di restare giovani e di comportarsi comunque come bambini. Quando è accaduto che il fanciullo è diventato l’ideale di un’intera società? Uno storico delle idee, George Boas, negli anni Trenta del XX secolo, mentre cercava di capire come fosse nato il mito del primitivismo nella cultura occidentale, si mise all’opera per scrivere un saggio dedicato a un altro aspetto: Il culto della fanciullezza (tr. it. di P.Lecci, La Nuova Italia). Completato nel 1966, il libro è stato tradotto da noi, ma purtroppo scomparso dai cataloghi degli editori italiani. Un vero peccato. Boas cercava di spiegare a se stesso, prima di tutto, perché gli...

Pulp Fiction vent'anni dopo

Vent’anni fa usciva nelle sale cinematografiche italiane Pulp Fiction, il capolavoro di Quentin Tarantino. Era il 16 dicembre 1994, nove mesi dopo l’imprevista e straordinaria vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, sei giorni prima delle sue dimissioni consegnate nelle mani di Oscar Luigi Scalfaro il 22 dicembre. Nessuno stabilì allora un nesso tra questa storia postmoderna di gangster, sermoni, sodomie, gare di ballo, teste esplose, non-luoghi di Los Angeles, tra il gioco sadico e farsesco istituito dal giovane regista americano e quello che succedeva nel nostro paese, dove una crisi sociale e politica, durata oltre dieci anni, arrivava a compimento segnando un deciso e irreversibile giro di boa.     Pulp Fiction diventò immediatamente un film di culto, premiato a Cannes con la Palma d’Oro e anche con un Oscar, nell’anno seguente, fissando con la sua apparizione nei cinema un punto di non ritorno, sia per il modo in cui era narrato sia per i temi che offriva agli sconcertati, oppure entusiasti, spettatori. Quello che Pulp Fiction rivelava in quel momento preciso era il dominio incontrastato stabilito dalle immagini nella...