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Oscar Luigi Scalfaro

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Pulp Fiction vent'anni dopo

Vent’anni fa usciva nelle sale cinematografiche italiane Pulp Fiction, il capolavoro di Quentin Tarantino. Era il 16 dicembre 1994, nove mesi dopo l’imprevista e straordinaria vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, sei giorni prima delle sue dimissioni consegnate nelle mani di Oscar Luigi Scalfaro il 22 dicembre. Nessuno stabilì allora un nesso tra questa storia postmoderna di gangster, sermoni, sodomie, gare di ballo, teste esplose, non-luoghi di Los Angeles, tra il gioco sadico e farsesco istituito dal giovane regista americano e quello che succedeva nel nostro paese, dove una crisi sociale e politica, durata oltre dieci anni, arrivava a compimento segnando un deciso e irreversibile giro di boa.     Pulp Fiction diventò immediatamente un film di culto, premiato a Cannes con la Palma d’Oro e anche con un Oscar, nell’anno seguente, fissando con la sua apparizione nei cinema un punto di non ritorno, sia per il modo in cui era narrato sia per i temi che offriva agli sconcertati, oppure entusiasti, spettatori. Quello che Pulp Fiction rivelava in quel momento preciso era il dominio incontrastato stabilito dalle immagini nella...

L’evoluzione linguistica dei discorsi di Napolitano

Il discorso di fine d’anno è l’unico momento rituale in cui la figura più autorevole del nostro ordinamento si rivolge direttamente a tutti i cittadini. Per questo ciascun Presidente si è posto il problema di come stabilire il contatto simbolico con gli italiani che lo ascoltano da casa. Sono rimasti famosi i riferimenti di Pertini a tutti coloro, adulti e bambini, che nell’anno in via di concludersi gli avevano fatto visita al Quirinale, così come è difficile dimenticare l’affettuosa trepidazione di Scalfaro, sempre preoccupato di apparire un intruso e attento a precisare che il proprio augurio si sarebbe fermato sulla porta di ciascuna famiglia nella speranza che poi qualcuno volesse accoglierlo tra le mura domestiche.   Giorgio Napolitano, al suo sesto discorso del 31 dicembre, ha deciso di cominciare questa volta con un ringraziamento per l’entusiasmo persino inatteso con cui uomini, donne e bambini di tutto il paese hanno preso parte alle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dall’Unità: una scelta insolita, perché i presidenti, conservano il proprio grazie semmai per...