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Paolo Graziosi

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Carnet geoanarchico | 1 / Levanzo, istruzioni per l'uso

Per prima cosa non andateci. Andate a Favignana, a Marettimo, le Eolie, Salina, Pantelleria, le isole dei cocktail di chi nella vita si muove in barca a vela, o finge di farlo, dentro una luce inflessibile di tramonto. Non andate a Levanzo perché dovreste farvi bastare due ristoranti sommari e dei sentieri che per chilometri e chilometri attraversano un nulla selvaggio privo di glamour e di strutture ricettive. Che cosa potreste fare lì, se non una puntata periferica di qualche ora, un periplo attorno all’isola sopra uno scafo candido in affitto, o una rapida visita guidata alla Grotta del Genovese? Sbarcate da uno degli aliscafi battezzati con nomi di donna e senza quasi sentire il cemento del molo sotto i sandali salite su una jeep che vi aspetta e vi intruppa verso un’amena località attingibile in mezz’oretta di sobbalzi. Di lì, a piedi, sarete invitati a scendere un morbido declivio, lungo un sentiero arginato da steccati che a larghe anse e aeree terrazze vi squaderna in tutta la sua potenza l’oceano Mediterraneo, e bluastra e ulissiaca laggiù la puntuta Marettimo. Le visite si fanno al mattino ma, se non si avesse premura di tornare ai locali notturni di Favignana e Trapani...

Teatro greco di Siracusa / Quale attore tragico nel nuovo millennio?

Nel giorno della morte di Giorgio Albertazzi, al Teatro greco di Siracusa gli attori hanno fatto un minuto di silenzio. Paolo Graziosi (protagonista del riallestimento di Der Park di Stein) ha condiviso con il pubblico poche parole, ricordando il debutto di un Albertazzi ventenne in quello stesso teatro, nel 1950. L’omaggio per il collega arriva “da un teatro simbolo del teatro di tutti i tempi”, che di mattatori ne ha ospitati non pochi: su quell’arena si sono esibiti, tra gli altri, Carlo e Annibale Ninchi, Anna Proclemer, Vittorio Gassman, Salvo Randone, Lilla Brignone e Valeria Moriconi. Ancora oggi, alla sua cinquantaduesima edizione, la rassegna organizzata dall’ Istituto Nazionale del Dramma Antico non cessa di destare domande sull’attore e sulle diverse modalità per affrontare il tragico. In cartellone, dal 13 maggio al 19 giugno, si alternano Alcesti con la regia di Cesare Lievi e Elettra firmato da Gabriele Lavia: due registi di lungo corso, attivi nei più grandi teatri stabili del nostro paese (e non solo). Anche nei cast, figurano interpreti di esperienza: da Maddalena Crippa a Massimo Venturiello, da Danilo Nigrelli a Galatea Ranzi.    Elettra, regia Lavia...

Al fianco di Eduardo

Chi affiderebbe oggi un mostro sacro come Eduardo De Filippo alle cure di una ragazzetta di ventotto anni senza arte né parte? Tanti ne avevo quando Ferruccio Marotti mi mise, come assistente, al fianco di quest’uomo ultraottantenne, artista severo e, secondo la vulgata, di cattivo carattere, al quale aveva offerto un contratto per insegnare drammaturgia agli studenti della Sapienza. All’epoca ero borsista CNR presso l’Istituto del teatro e dello spettacolo, ma che titoli potevo vantare per quella delicata missione? Nessuno. A malapena avevo letto o visto in televisione alcune delle sue commedie più famose; non avevo particolari competenze organizzative; non ero nemmeno napoletana. È vero che i compiti che mi si richiedevano erano piuttosto semplici: dovevo andare a prelevarlo a casa e riaccompagnarlo con una cinquecento rossa prestata da una collega, Luisa Tinti; dovevo fare l’appello, tenere un diario degli incontri e raccogliere gli elaborati degli studenti. Non mi si richiedeva, per fortuna, di intervenire, di fare sfoggio di un sapere che non avevo. Un po’ di pazienza e la capacità di ascoltare erano doti su cui potevo contare, allora assai più di oggi. E tanto bastava....