Categorie

Elenco articoli con tag:

Philippe Sollers

(4 risultati)

Un metaromanzo esilarante / La settima funzione del linguaggio

A un certo punto Simon se la sta vedendo brutta: in una piccola, e immancabilmente buia, calle veneziana è circondato da tipi loschi che vorrebbero farlo fuori. Indietreggia terrorizzato, ma riflette: se sono il protagonista di un romanzo non posso morire adesso: di solito, quando viene ucciso il personaggio principale, accade alla fine della storia. E qui siamo ancora a pagina 363 delle 454 complessive di cui consta il romanzo in questione. Ha insomma di che stare – ahimè relativamente – tranquillo. Così la vicenda va avanti.   Simon Herzog – dottorando in semiotica a Paris-Vincennes (covo assai délabré dei deleuziani desideranti dalla canna facile) – è il protagonista della Settima funzione del linguaggio, il best seller di Laurent Binet uscito alcuni anni fa in Francia in occasione del centenario della nascita di Barthes, e tradotto adesso in italiano da Anna Maria Lorusso per La Nave di Teseo (€ 20, numero di pagine già detto). A esser precisi ne è il coprotagonista, poiché interviene nella storia come aiutante del commissario Jacques Bayard, della sureté francese, incaricato nientepopodimeno che da Valéry Giscard d’Estaing (allora presidente della Repubblica) di indagare...

Letto in un’altra lingua / Philippe Sollers, Femmes

Che cos’è un refrattario? Soltanto le autorità ne conoscerebbero l’esatta definizione secondo lo scrittore e logico russo Aleksandr Zinov’ev, che tentava di darne comunque una personale interpretazione: «Un refrattario è un ibanese che ha la sfacciataggine di esprimere pubblicamente un’opinione non conforme a quella delle autorità, a quella cioè di tutto il popolo ibanese, giacché le autorità non fanno che esprimere i pensieri e le aspettative del popolo ibanese». Va detto però che di refrattari ne esistono pochi, ed essi vengono continuamente stigmatizzati dal popolo; tuttavia ne compaiono sempre, e non si capisce da dove saltino fuori. Se ne vanno sbraitando per l’intero paese, denunciando le menzogne del potere costituito. «Così accade anche a me» dichiarava Zinov’ev in Appunti di un guardiano notturno (Adelphi, 1983); così accadrebbe anche a Philippe Sollers (1936), uno dei più prolifici e discussi autori francesi contemporanei. In Portrait des femmes (Flammarion, 2013) lo scrittore, critico letterario e fondatore di riviste quali Tel Quel e L’Infini, scrive: «Supponiamo un refrattario di nascita. Molto presto egli sarà cosciente di una falsificazione massiva. La sua famiglia...

Guy Debord. Potere alla scrittura

Archivio   Millequattrocento fogli di carta Bristol ricoperti con una calligrafia minuta, vigilata, cadenzata, tonda. Una calligrafia che tiene la linea anche quando la superficie è insufficiente ad accogliere quanto si vuole dire e le righe si assottigliano e avvicinano progressivamente come nelle acrobazie aeronautiche. Impercettibili sono le variazioni nella scrittura, nonostante tra un foglio e l’altro passino anche quarant’anni. Incuriosito, mi avvicino per decifrare il contenuto: si tratta di lunghe citazioni. Ci metto un po’ a capirlo, visto che  manca quasi sempre il virgolettato. Non più protetti dalle virgolette – quelle che in gergo tipografico chiamiamo anche caporali – questi lunghi passi sono sciolti dalla loro fonte, pronti quindi ad essere riutilizzati, riappropriati, trasformati dall’autore. Un détournement che oggi, al tempo del “copia e incolla” digitale, ci appare archeologica e terribilmente dispendiosa.   Cannes Villa Meteko, avant 1950   Un’ampia selezione di questo archivio, finora inedito, è collocato al centro della mostra Guy Debord. Un...

Vladimir Nabokov

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli       A cent’anni dalla nascita, mentre la critica internazionale lo indica, insieme a Beckett e Borges, nella triade maggiore del secondo Novecento, persiste intorno a Nabokov un alone di elusività. Notissimo il suo nome - legato soprattutto a Lolita - relativamente poco frequentati i suoi testi, molti dei quali scomparsi dai cataloghi editoriali, alcuni appena riaffiorati negli ultimi anni. Eminente scrittore russo nella Berlino degli émigrés, diventa negli anni ’40, con una stupefacente metamorfosi, un grandissimo scrittore americano, trasferendo negli Stati Uniti lo straordinario impasto di cultura russa, inglese e francese...