festival scarabocchi 2020

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Piergiorgio Welby

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Thomas Mann e la morte. Non a Venezia

Ho un’ampia biblioteca (non ampia quanto vorrei, ma lo dicono tutti i possessori di ampie biblioteche) e sono un lettore assiduo (non assiduo quanto vorrei, ma lo dicono tutti i lettori assidui). Patisco una lieve forma di ipocondria, a dire il vero molto circoscritta: temo di scordarmi le cose che leggo. Certo, sono consapevole che non tutto resta, che la memoria è selettiva, come insegna Nietzsche. Ma quando non solo si compra, bensì si rilegge con pieno gusto, senza che alcun dubbio sorga, per la seconda volta lo stesso libro, e non a distanza di vent’anni, allora il timore mi pare giustificato.   Ora, per evitare questi disguidi c’è chi redige schede, chi si appunta citazioni, chi riapre regolarmente i libri letti in precedenza. Io, facendo di necessità virtù, tento di scriverne, e pubblicamente. Perciò ogni libro finisce come da sé in una certa casella - anzi, è fisicamente un ripiano di una specifica libreria nel mio studio - afferente a una rubrica, a una rivista, insomma al periodico su cui sarà pubblicata la recensione, segnalazione, riflessione legata a quel testo.   Se...

Claudio Magris ... e anche la logica non si sente troppo bene

Livelli di guardia (Garzanti) in uscita in questi giorni raccoglie una serie di riflessioni pubblicate sul Corriere della Sera da Claudio Magris tra il 2006 e il 2011. Sono pezzi dedicati alla Costituzione italiana e alla sua messa in discussione, alla laicità e al rapporto con la Chiesa cattolica, fino ai grandi fatti di cronaca che hanno diviso il paese come il caso Englaro e la vicenda di Welby. Un libro ricco e indignato che libera dagli stretti confini dell’attualità e aiuta a riflettere sul cambiamento di un mondo che oggi più che mai ha bisogno di profondità e di memoria per non perdere l’equilibrio. Claudio Magris prende così spunto dall’attualità per darle il respiro del tempo storico: una distanza necessaria per degli scritti che sono sì figli dell’indignazione, ma che non tradiscono il bisogno di una riflessione che vada oltre l’angusto terreno della contingenza. Obliquo ad un mondo spesso incomprensibile, il professore di Trieste ci racconta con lucidità le contradizioni di una società e di un tempo che con la memoria sembra aver smarrito anche l’ironia. Lo...