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Raoul Peck

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Pro e contro Milo Rau / La morte di Lenin a Berlino

Imbalsamare. Scomporre. Deformare    “Siamo soggiogati dalle menzogne di cui noi stessi siamo gli autori. Nella sua disarmante semplicità questa idea può aiutarci a elaborare una critica dei linguaggi della politica e delle sue immagini”. È Carlo Ginzburg in Paura Reverenza Terrore (Adelphi, 2015) a mettere con forza l’accento sulla necessità di decodificare e poi smontare l’iconografia del potere, in tutta la sua ambiguità e tutta la sua “portentosa efficacia”. Dagli stessi presupposti sembra prendere le mosse Lenin, il nuovo spettacolo che Milo Rau ha presentato alla Schaubühne di Berlino: una tappa del tutto coerente – ma non per questo prevedibile – del suo articolato percorso di indagine intorno ai meccanismi della rappresentazione.  Lenin. L’icona della rivoluzione. Un volto su campo rosso, accanto a quelli di Marx ed Engels. Una salma intatta, esposta ancora oggi in una teca di vetro all’interno di un mausoleo.   Ph. Thomas Aurin. L’intero spettacolo di Rau – che racconta le ultime ore prima della morte di Lenin – procede alla sistematica scomposizione di quelle immagini e del loro potere subliminale, agendo in due direzioni. Il primo livello, come...

I Am Not Your Negro, I Pay for Your Story, Get Out / America in nero: tre teoremi cinematografici

Teorema n. 1: Presa di coscienza, organizzazione, azione I Am Not Your Negro, di Raoul Peck, documentario, 2016   Nel 1979 lo scrittore africano americano James Baldwin (1924-1987) si dà un compito complesso: raccontare la storia del suo paese, l’America, attraverso la vita di tre amici che sono stati assassinati: Medgar Evans (1925-1963), Malcolm X (1925-1965), Martin Luther King Jr. (1929-1968). Il testo, dal titolo Remember This House, non andrà oltre le “trenta pagine di note” e non vedrà mai la luce. A distanza di quasi trent’anni dalla sua morte un filmmaker haitiano, Raoul Peck, ne acquista i diritti. Peck è specializzato in biografie cinematografiche sui generis. Di recente ha girato un film su Patrice Lumumba (1925-1961), leader politico della Repubblica Democratica del Congo, e un altro sul ‘giovane’ Karl Marx, raccordando programmaticamente lotta contro il dominio coloniale e messa a punto del rivoluzionario quadro teorico comunista che delle guerre di indipendenza è e resta strumento imprescindibile. Il testo inedito di Baldwin gli interessa perché consente di ripercorrere l’esistenza dello scrittore senza focalizzarsi su di lui e sulle sue vicende private. A tema...

Tre immagini di cinema “ideologico” dalla Berlinale / Guardare Marx a Berlino

Quando durante i festival del cinema i miei colleghi che si occupano di critica cinematografica usano l’espressione “cinema ideologico”, solitamente lo fanno in senso dispregiativo, quasi a mo’ di insulto. Il cinema ideologico infatti si macchierebbe di una delle colpe più infamanti per l’atmosfera culturale di oggi: quella di procedere “a tesi”; di lasciare trasparire in modo troppo chiaro la propria collocazione politico-culturale; quella insomma di non essere capace di guardare un’immagine “senza pregiudizi” ma dandone sempre delle sovra-interpretazioni. Il cinema ideologico insomma sarebbe quello che riduce l’immagine a un’interpretazione a senso unico, spesso di stampo politico-sociale. Davvero imperdonabile.    L’ideologia, si sa, è almeno da qualche decennio a questa parte che non gode di ottima salute. Perché come diceva Slavoj Žižek, l’ideologia è un po’ come l’alitosi: ce l’ha sempre qualcun altro. Tuttavia non è ben chiaro che cosa possa essere un cinema non-ideologico: uno oggettivo? Che guarda il mondo così com’è? Uno che sia completamente liberato dai pregiudizi? Esiste un’immagine senza una collocazione parziale del proprio sguardo (ma il cinema poi non è...