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Riccardo III

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Rapporti di lavoro / I robot avranno sempre bisogno di noi

Quello che dobbiamo aspettarci da una filosofia della forza lavoro non è la rivolta degli androidi assassini, né la sostituzione del lavoro da parte degli algoritmi, ma una rivoluzione nel nostro rapporto con le macchine e con noi stessi. Da qui passa il potere, da qui passa l’alternativa.    ***   Agli ingegneri della Silicon Valley, e a quelli del Pentagono, piace la fantascienza. Questo genere letterario, e cinematografico, ha la capacità di anticipare l’esistenza dei dispositivi digitali che governano la nostra vita cinquant’anni prima che siano commercializzati. Mother è il super-computer che esegue la volontà della multinazionale che ha deciso di portare sulla terra un’arma di distruzione di massa come Alien. La stentorea, e angosciante, voce femminile inventata da Ridley Scott nel 1979, è simile a Google Home, il potente speaker e assistente vocale che suona la musica che vogliamo in cucina o in bagno, chiama i nostri amici, controlla il riscaldamento, accende il forno, risponde alle nostre domande.     Nel primo Alien, Sigourney Weaver programma la distruzione del Nostromo. Potremmo fare anche noi la stessa cosa, ma per una ragione diversa dal...

Il consigliere

Con Il royal baby (Rizzoli 2015) Giuliano Ferrara lancia un'opa, per nulla ostile, sul governo Renzi, o meglio, benché sia una cosa sola, sul giovane premier. A far da coerente termine medio Berlusconi, a cui per vanto e non per scorno viene avvicinato Renzi: «Ha il fuoco nella pancia, il nuovo nato, come l'altro, il babbo, brucia di megalomane ambizione. Ma è anche lui mite, alla fine, e ridanciano e innamorato del suo ostentarsi piacente al populazzo (Ludovico Ariosto)». Non che, quanto a megalomane ambizione, Ferrara sia da meno, quando intitolando capitoli e sottocapitoli Io e Renzi, Craxi. Il Cav. Renzi. E io, si mette ben in evidenza nella foto di famiglia. È proprio la psicologia del consigliere di cui vorremmo fare un po' di filogenesi.   Matteo Renzi e Silvio Berlusconi   Per tracciare il profilo, anche storico, di tal figura, il primo nome che verrebbe alla mente è quello dell’Ulisse dell’Iliade allorché comincia col suggerire le modalità con cui Elena potrà scegliere tra i suoi molti pretendenti (Biblioteca Di Apollodoro) e termina ovviamente in gloria con l’...

Un attore, Claudio Morganti / Ritratti

  Probabilmente è una questione di respiro. Bisogna avere il fiato lungo per lasciar sedimentare una ricerca, partita ormai trent’anni fa, sapendola tener viva e radicale, compiendo delle scelte controcorrente, soprattutto in questi ultimi anni in cui il mercato ha ammorbidito e omologato i lavori di molti artisti contemporanei. Riuscire ad ascoltare il proprio respiro significa guardare alla figura umana e riflettere sui sentimenti sovrani: la paura, l’amore, l’odio, la gelosia, la follia. Tendere l’orecchio all’umano dovrebbe essere per un attore principio fondativo e prioritario; ma saper far vibrare la corda giusta e far suonare le grandi passioni umane è privilegio di pochi. Morganti è uno di questi.   Dalla tradizione attoriale italiana Morganti eredita naturalmente molte cose. Ma il primo incontro – quasi un’iniziazione – con Carlo Cecchi, gli permette probabilmente di guardare al passato con una lucidità e una ferocia molto rare: il profondo rispetto per le radici corre in parallelo all’ostinata rimessa in discussione delle esperienze precedenti, in un equilibrio che...