Categorie

Elenco articoli con tag:

Salvo Montalbano

(4 risultati)

Supereroe della quotidianità / Tragico Montalbano

Di Montalbano sappiamo già tutto. O almeno sembra. Dopo venticinque anni di romanzi scritti da Andrea Camilleri e pubblicati dall’editore Sellerio con estrema regolarità (il primo della serie, La forma dell’acqua, è del ’94) e venti film televisivi (l’episodio inaugurale, Il ladro di merendine, è andato in onda nel ’99), questo supereroe della normalità quotidiana, siciliana e no, sembra non aver più segreti. Dato lo straordinario successo planetario che non accenna a calare, le innumerevoli imitazioni cui ha dato luogo e le inevitabili invidie che ha suscitato, di Salvo Montalbano, commissario in quel di Vigàta (“cittadina immaginaria della Sicilia più tipica”, l’ha definita il suo inventore), s’è detto di tutto e di più. Conosciamo la sua caparbietà nelle indagini, la sua testardaggine nel voler squarciare il velo delle apparenze, la sua personale idea di giustizia fondata su una rigorosa moralità troppo umana, la sua avversione alla burocrazia, la sua apertura mentale in politica, le sue curiosità letterarie, i suoi gusti a tavola, le sue scappatelle sentimentali… Potremmo rivoltarlo come un calzino.   E sappiamo quanto e come questo personaggio letterario/televisivo (...

La filosofia di Topalbano

Ed eccoci alla nuova infornata della serie tv Il commissario Montalbano, in queste settimane di aprile e maggio immancabilmente su Rai Uno, con la consueta batteria di produttori, registi, location, attori e, naturalmente, trailer e spot a caccia grossa di audience. Esce in questi stessi giorni per Guanda La filosofia di Topolino, scritto da Giulio Giorello con Ilaria Cozzaglio (pp. 253, € 17), seriorissima indagine sui travagli concettuali (tanto etici quanto politici o metafisici) del celeberrimo eroe del fumetto più fumetto del mondo.   Che relazione fra i due eventi? Nessuna, a prima vista. Se non fosse che nel numero 2994 di Topolino, uscito a metà aprile in concomitanza col rilancio della serie televisiva, appare un nuovo personaggio che al fascinoso uomo d’ordine di Vigàta evidentemente si richiama, e che viene battezzato – con nome valigia tipicamente disneyano – Topalbano.   Dalla filosofia di Topolino, passando per quella Topalbano, arriveremo a quella di Montalbano? Vale la pena prendere sul serio l’oziosa questione. Non foss’altro perché il celebre commissario siciliano, continuando a...

Padre Pino Puglisi, un eroe intermediale

Sfortunata la terra che ha bisogno di eroi? Forse no, se si tratta di eroi intermediali. Ma che cos’è un eroe intermediale? È un personaggio che circola fra piattaforme o strumenti comunicativi diversi, dalla tv al cinema, dai giornali ai fumetti, dai romanzi al teatro, internet compresa, amplificando o modificando la propria intima fisionomia nel passaggio fra ognuno di essi. Può essere una figura di finzione, come il commissario Montalbano o il maghetto Harry Potter. Può essere una persona realmente esistita nella storia, come Napoleone o Che Guevara. Oppure può essere, come di prammatica accade nella terra di Sicilia, una vittima della mafia.   Si prenda il caso di padre Pino Puglisi, che da qualche tempo in qua, anche a causa delle fibrillazioni per la sua beatificazione, rimbalza con qualche scossone fra media vecchi e nuovi, i quali manco a dirlo iniziano a rimbeccarsi fra loro. Ha cominciato la fiction televisiva 1000 giorni a Brancaccio, diretta da Gianfranco Albano e interpretata da Ugo Dighero e Beppe Fiorello. È seguito il grande Mario Luzi, che su Pino Puglisi ha scritto la bella poesia Il fiore del dolore,...

Scicli / Paesi e città

Trovare e descrivere l’anima di una città è ripugnante. La creazione di un’identità sommaria alla quale sia quasi possibile credere – alla quale anzi si finisce per credere – è della moda, del capriccio, della ciarla. Lancia uno o più tratti e blocca lo sviluppo del corpo individuale. Dentro questa motriglia collettiva, dove il critico di paese, il politico, il dirigente e il ciarliero riposano in pace, giace Scicli.   Qui si fa ironia, si parla e si scrive diplomaticamente; non ci si firma, non ci si espone; se due parlano, altri due cadono dalle nuvole e riesci a coglierli con la coda dell’occhio posarsi obliqui, maledetti cucchi, e trattenere il respiro. Ventiseimila abitanti meno qualcuno, insomma, scorrono nella fogna incrostata dal cui foro primario e unico si determinano le naturali persecutorie (dicono loro) e disperate (diciamo noi) entrature. Ricorrenza di topi che la sfangano.   Che poi sia una cittadina (un paesazzo) bellissima non dovrà interessare a nessuno. La chiesa di San Matteo domina Scicli dall’alto, a destra S. Maria la Nova col Gioia, a sinistra S....